Covid, morti e ricoveri continuano a crescere

21 Settembre 2023

In arrivo le prime dosi del nuovo vaccino contro le varianti del virus

PESCARA. Più ricoveri e morti mentre i nuovi casi fanno registrare un lieve calo. Ma quest’ultimo dato risente del numero di test eseguiti che è certamente più basso. Il nuovo bollettino infrasettimanale del Covid in Abruzzo conferma quindi la crescita della diffusione del virus. L’incremento è progressivo. Da sabato 2 settembre a mercoledì 6 settembre i nuovi casi in regione sono stati 394 nuovi; 2 deceduti; 35 ricoverati in area medica e un solo malato in terapia intensiva. Dal 9 al 13 settembre i positivi sono saliti a 539 mentre, a fronte di zero decessi, la pressione sugli ospedali è aumentata a 43 ricoverati in area medica ed è rimasta ad uno in intensiva. Arriviamo quindi all’ultimo rilevamento: tra sabato 16 settembre e mercoledì 20 settembre si sono registrati 501 nuovi contagi e 3 decessi, 54 ricoverati in area medica e zero in terapia intensiva. Governo e Regione corrono ai ripari.
TEMPI BREVI
Si accorciano i tempi della nuova campagna vaccinale contro il Covid: da lunedì 25 settembre (e non più dal 2 ottobre) arriverà il primo milione di dosi da distribuire tra le regioni. Si tratta soprattutto di vaccini Pfizer e di una piccola scorta del vaccino Novavax.
La richiesta di anticipare i tempi della campagna vaccinale arriva direttamente dal ministero della Salute che ha scritto alle Regioni per informarle sull’arrivo a breve delle dosi di vaccino aggiornato per coprire le nuove varianti di Sars-CoV-2. In pista per le somministrazioni ci saranno farmacie e medici di famiglia. Dalla prossima settimana, quindi, in Abruzzo comincerà la trattativa fra l’assessorato regionale alla Sanità e le categorie dei medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta ed i farmacisti di strutture pubbliche e privata. È una corsa contro il tempo, confermano dalla Regione.
SCENDONO IN CAMPO
La prima tranche di vaccini sarà prioritariamente destinata ai grandi anziani (over 80 in su) e agli ospiti di Rsa e pazienti super fragili. La nuova campagna vaccinale anti Covid inoltre andrà a braccetto con quella contro l’influenza.
Dal canto loro, medici e farmacisti si dicono pronti a collaborare alla campagna vaccinale. Grazie al rapporto fiduciario, alla conoscenza del contesto socio familiare e alla presenza capillare, i medici di base possono meglio degli altri attori individuare precocemente le condizioni di rischio e di fragilità.
Al contempo, la rete capillare delle farmacie pubbliche e private abilitate all'inoculazione dei vaccini è una risorsa per il Servizio sanitario nazionale e presidi di sanità ormai insostituibili.
L’AUMENTO DEI CASI
Nelle ultime settimane si è registrata una crescita del 43 per cento dei casi (il dato è aggiornato al 15 settembre), soprattutto negli adulti e nei giovani sani, come del resto è avvenuto anche negli anni passati. Ma le infezioni accertate oggi non hanno avuto, fortunatamente, una grande rilevanza clinica né un impatto negativo sul sistema sanitario nazionale. Il virus Sars-CoV-2 dalla sua prima diffusione nel 2020 e nelle relative ondate pandemiche che si sono poi succedute, ha subito varie mutazioni denominate “varianti”.
Il Ministero della Salute comunque si è recentemente attivato ed ha emanato una circolare dove viene evidenziato come sia fondamentale “prevenire la mortalità, le ospedalizzazioni e le forme gravi di Covid-19 nelle persone anziane e con elevata fragilità, e proteggere le donne in gravidanza e gli operatori sanitari.”
LE CATEGORIE PRIORITARIE
Sempre nella circolare del Ministero della Salute, vengono elencate le modalità di somministrazione e le categorie prioritarie a cui è rivolto il vaccino: un’ulteriore dose di richiamo con vaccino a m-Rna nella formulazione bivalente è raccomandata alle seguenti persone che hanno già ricevuto una seconda dose di richiamo con vaccino a m-Rna monovalente, una volta trascorsi almeno 120 giorni dalla stessa o dall’ultima infezione da Covid (data del test diagnostico positivo): soggetti di età pari o superiore ai 60 anni; donne in qualsiasi periodo della gravidanza e dell’allattamento; operatori sanitari e sociosanitari, compresi studenti di medicina e delle professioni sanitarie che effettuano tirocini in strutture assistenziali, insieme a tutto il personale sanitario e socio-sanitario in formazione; a soggetti considerati fragili di tutte le età perché affetti da patologie o condizioni che aumentano il rischio di Covid grave.
LE PRIME MOSSE
Nella Circolare viene, infine, specificato che “in fase di avvio della campagna, nell’eventualità di una disponibilità di dosi insufficiente a garantire un’immediata e adeguata copertura, la vaccinazione, pur rimanendo raccomandata per tutti i gruppi di persone indicate, sarà prioritariamente somministrata alle persone di età pari o superiore a 80 anni, agli ospiti delle strutture per lungodegenti, alle persone con elevata fragilità, con particolare riferimento ai soggetti con marcata compromissione del sistema immunitario, agli operatori sanitari addetti all’assistenza negli ospedali e nelle strutture di lungodegenza”. Ma, su richiesta dell’interessato, anche tutti gli altri soggetti over 60 che hanno già ricevuto un secondo richiamo potranno comunque vaccinarsi con una ulteriore dose di vaccino.
LE SCORTE DI VACCINI
Il Ministero ha comunicato che sono state ordinate 9 milioni di dosi che dovrebbero essere ulteriormente implementate da altri 3 milioni di dosi con un vaccino prodotto da Novavax. Il vaccino sarà gratuito per le categorie sopra elencate ma è molto auspicabile che la gratuità possa essere estesa a tutti coloro che ne vogliano fare richiesta.
Per concludere: da dati scientifici molto recenti, viene evidenziato come la durata della protezione dei nuovi vaccini aggiornati possa durare anche fino a 12 mesi.
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