Covid, muore un’altra donna, i nuovi contagi sono oltre 400

3 Agosto 2024

La vittima è una pescarese di 77 anni. Aumentano anche i ricoveri passati da 11 a 27 in pochi giorni Salgono a più di 1.500 i casi attualmente attivi, ma resta ancora basso il numero dei test (2.040)

PESCARA. È una donna pescarese di 77 anni la nuova vittima del Covid in Abruzzo, la seconda nel giro di un ristretto arco di tempo, dopo l’altra donna aquilana deceduta il 23 luglio scorso.
Il bollettino sull’andamento delle infezioni che va dal 27 luglio fino a ieri, registra in regione ben 408 nuovi casi (la settimana precedente erano 315), scoperti peraltro attraverso un numero basso di test (appena 70 tamponi molecolari e 1.970 antigenici rapidi). Aumentano anche le infezioni in corso che passano dalle 1.412 (del periodo 20-26 luglio) alle 1.561 attuali. Così come è significativo l’incremento dei ricoveri che dagli 11 della precedente settimana sono saliti a 27.
In Italia, nella settimana dal 25 al 31 luglio, sono stati segnalati 17.008 nuovi casi di Covid, in aumento del 24% circa rispetto ai 13.672 della settimana precedente. Stabili i morti: 54 contro 53. L'incidenza sale del 26% (da 23 a 29 casi per 100mila abitanti). Quasi 9mila dei nuovi positivi sono concentrati tra Campania, Lombardia e Lazio, che si confermano le regioni con più casi.
È quanto emerge dal monitoraggio della cabina di regia ministero della Salute-Istituto superiore di sanità. A fare il punto sui dati Covid nel nostro Paese è, per l'Adnkronos Salute, Anna Teresa Palamara, direttrice del Dipartimento Malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità. «Con grande probabilità», afferma l’esperta, «il numero dei casi segnalati è sottostimato, anche a causa della sottodiagnosi dovuta al fatto che, fortunatamente, in gran parte delle persone l’infezione decorre con sintomi simil-influenzali che possono essere confusi con altre infezioni respiratorie. Nelle stesse settimane, registriamo anche un aumento contenuto ma costante dei ricoveri che si osservano soprattutto nelle persone più anziane (oltre gli 80 anni). Ma al momento», rassicura Palamara, «non ci sono ragioni per pensare che le varianti attualmente circolanti di Sars-Cov-2 causino dei sintomi diversi o più gravi rispetto alle precedenti. Oggi, fortunatamente, esiste una immunità diffusa nella popolazione che, per questo, risulta protetta dalle complicanze più gravi. Ovviamente lo stato di salute della persona gioca un ruolo molto importante nel determinare un quadro clinico severo. Per questo», sottolinea la dirigente dell’Iss, «le persone anziane e quelle più vulnerabili per condizioni particolari o altre malattie devono essere più attente e proteggersi».
Sempre in tema di prevenzione «sono in corso di valutazione, per la campagna vaccinale autunnale, diverse tipologie di vaccini aggiornati contro le varianti circolanti di Sars-Cov-2. Ma ormai non ha più senso parlare di terza, quarta o quinta dose. Prima della stagione invernale nella quale come quest’anno circoleranno molti virus respiratori», conclude Palamara, «è bene che le persone anziane e vulnerabili si proteggano dal Covid e dall’influenza». (l.c.)