Covid, nuovi contagi in aumento con un ritmo di cento ogni giorno

16 Settembre 2023

In una settimana passano da 597 a 739, ma nessuno di questi risulta grave: un solo malato in intensiva Crescono però i ricoveri nelle aree mediche, ora i pazienti in cura sono 43: è un campanello d’allarme

PESCARA. I nuovi casi di Covid crescono in Abruzzo con un ritmo di cento al giorno. Dal 9 al 15 settembre i contagi sono stati 739 contro i 597 della settimana precedente. Aumentano anche i ricoveri in area medica saliti da 35 dell’8 settembre scorso a 43 di ieri. Il virus è in ripresa e la sua crescita è progressiva, come mostra la tabella pubblicata a destra. La provincia di Chieti è tra le quattro la più colpita.
Ma l’aumento casi Covid per ora non è preoccupante. Così assicurano gli esperti. Se è innegabile che i contagi crescono, è altrettanto vero infatti che non c’è alcuna emergenza ospedaliera. L’occupazione dei posti letto nelle terapie intensive è sostanzialmente pari a zero: un solo paziente nell’intero Abruzzo. Così come il numero dei decessi è fermo a quello di sette giorni fa. Quindi non ci sono state vittime recenti. Al contrario, l’incremento dei ricoveri nei reparti diversi dalle rianimazioni rappresenta un piccolo campanello d’allarme.
I segni clinici dell’infezione rimangono costanti, includendo elevata temperatura corporea, cefalea, affaticamento e vari gradi di difficoltà respiratoria. Ma l’immunità ibrida, dovuta sia all’ampia copertura vaccinale sia alle guarigioni e quindi all’autoimmunizzazione contro il virus, ha raggiunto una copertura pari al 70 per cento della popolazione abruzzese e garantisce una notevole riduzione delle forme più gravi della malattia, che potrebbero condurre al decesso.
La nostra regione peraltro non è tra quelle ritenute a rischio dall’Istituto Superiore di Sanità. L’attuale scenario epidemiologico, che mostra una tendenza al rialzo, sebbene in misura nettamente inferiore rispetto alle fasi più critiche della pandemia, vede la Sardegna al primo posto per incidenza, con 52,5 casi ogni 100.000 abitanti, seguita dal Veneto con 48,8 casi per la stessa quota di popolazione e dal Lazio con 39,7 casi. Al contrario, la Basilicata ha l’incidenza più bassa, con soli 8,4 casi ogni 100.000 abitanti.
È importante inoltre sottolineare che l’incremento dell’incidenza riguarda principalmente la fascia di età superiore ai 90 anni, una categoria che richiede una particolare attenzione.
In questa fase di aumento dei casi Covid, c’è una variante che ad ogni modo preoccupa la sanità italiana e internazionale. Non a caso l’hanno ribattezzata Eris, come la dea greca della discordia.
Sta monopolizzando i contagi in Italia: il 41,9 per cento dei nuovi casi è riconducibile a questa variante e alle sue mutazioni. È quindi destinata a diventare la variante dominante della fine del 2023. Ma il vaccino mirato è quasi pronto.
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