Covid, nuovi poveri: sono 10mila in più

Nell’anno della crisi il cibo donato raddoppia: 2 milioni di chili
Quasi 10mila nuovi poveri e il doppio del cibo distribuito rispetto all’anno precedente. È l’effetto della pandemia sul tessuto socio-economico della nostra regione secondo i dati resi noti dal Banco Alimentare Abruzzo relativi all’anno 2020. I nuovi poveri assistiti nell’ultimo anno sono 9.960, il 3,25 per cento in più rispetto al 2019, mentre il cibo distribuito dai volontari alle famiglie abruzzesi in difficoltà ha fatto segnare un più 51 per cento nel giro di dodici mesi. Le chiusure e le restrizioni messe in campo per fronteggiare l'emergenza sanitaria e la diffusione del virus hanno dunque segnato profondamente le tasche delle famiglie abruzzesi, generando i cosiddetti "nuovi poveri della pandemia". In particolare durante il 2020 sono stati 2.064.817 i chilogrammi di cibo distribuiti (a fronte di 1.366.611 chilogrammo nel 2019) per un valore complessivo di 4.645.838 euro, grazie ad una rete assistenziale formata da 188 enti tra mense, parrocchie e Caritas.
I NUMERI DEL DRAMMA. Richieste più che raddoppiate per gli attori della catena di volontariato costretti a fronteggiare ben 32.370 persone in tutto il territorio regionale. In testa con 12.876 assistiti c’è la provincia di Pescara, dove nel 2020 sono stati distribuiti 992.780 chilogrammi di cibo, per un valore di 2.233.756 euro, attraverso 77 enti. Segue la provincia di Chieti con 10.378 poveri; 571.364 chili di alimenti del valore di 1.285.570 euro e 62 enti. Mentre sono 4.820 le persone in difficoltà in provincia dell’Aquila: qui i chilogrammi di cibo distribuito sono pari a 217.596 corrispondenti ad un valore in euro di 489.59; 22 gli enti che si occupano delle distribuzione. Infine c’è la provincia di Teramo con 4.296 persone assistite da 27 enti che hanno consegnato in tutto 283.076 chili di alimenti pari a 636.921 euro.
PARLA DIONISIO. «In un anno che resterà nella storia», dichiara il presidente del Banco alimentare Abruzzo, Antonio Dionisio, «cresce la consapevolezza del contributo alla costruzione del bene comune. E intensa è stata la vicinanza di enti e imprese, pronte a sostenere e camminare accanto ad una realtà imprescindibile per la lotta alla povertà nella nostra regione». Insomma un 2020 di duro lavoro per il Banco alimentare Abruzzo.
L’assemblea dei soci, che si è tenuta nei giorni scorsi nel magazzino di via Celestino V a Pescara, ha approvato il bilancio relativo all’anno scorso: un'occasione di approfondimento al quale hanno partecipato anche il direttore Cosimo Trivisani e il presidente della Fondazione Banco Alimentare, Giovanni Bruno, collegato da Milano, che coordina le ventuno sedi locali. «Ma c’è un aspetto su tutti che colpisce la nostra attenzione», prosegue Dionisio, «ed è quello relativo alla vicinanza di enti pubblici, imprese, cittadini spesso anonimi, che nell’anno della pandemia hanno voluto sostenere la nostra attività, con progetti, iniziative, donazioni. Ancora una volta, nella lotta alla povertà la nostra opera è stata riconosciuta centrale e affidabile. Da parte nostra, quindi, stiamo mettendo come sempre tutto l’impegno a recuperare e donare cibo, in un momento così impegnativo come quello attuale, e al tempo stesso a lavorare per consolidare la nostra attività, camminando con le realtà che incontriamo sul nostro cammino».
«C’è un Abruzzo", conclude il presidente del Banco alimentare Abruzzo, "fatto di amministratori, imprenditori e operatori del sociale sempre pronti a fare la loro parte, a servizio del bene comune. A loro va la nostra immensa gratitudine, così come ai nostri operatori e ai nostri volontari, instancabili in questo anno di pandemia. Grazie, a nome mio e di chi vive nel bisogno in Abruzzo».

