Covid, scovati sette asintomatici Parruti e Albani: serve prudenza

A Pescara gli unici nuovi contagi abruzzesi, un trentenne e sei anziani emersi dall’esito dei tamponi Il primario di Infettivi: non è il momento di lanciarsi nella movida o di prendersi troppe libertà al mare
PESCARA. Un giovane di circa 30 anni e sei pazienti di età compresa tra gli 80 e i 90 anni con patologie pregresse, provenienti da Pescara e dall'hinterland.
Sono i sette nuovi casi di coronavirus emersi dai tamponi di due giorni fa eseguiti al pronto soccorso dell'ospedale di Pescara. I pazienti, perlopiù asintomatici, scovati nel corso delle quotidiane indagini territoriali, non sono attualmente ricoverati al Covid hospital, ma tenuti in osservazione domiciliare dal personale medico della Asl che prosegue i controlli. In totale sono 1138 i tamponi effettuati nelle ultime ore e nessun decesso. I ricoverati sono 92, di cui 4 in terapia intensiva, 7 i dimessi o guariti in più rispetto a ieri, 653 i positivi complessivi.
Ma toccata quota contagio zero il 30 maggio scorso, il coronavirus rialza leggermente la testa. E ricomincia la tristissima conta, seppur modesta se si considerano i momenti terribili del picco tra marzo e aprile, con i sette nuovi contagi negli ultimi due giorni.
Il referente regionale per le maxi emergenze e primario del pronto soccorso Alberto Albani e il primario del reparto di Malattie Infettive Giustino Parruti invitano i cittadini alla prudenza e rilanciano l'appello «a non abbassare la guardia, mascherine e distanziamento restano ancora obblighi in vigore». Non è il momento di sciogliere le righe, «lanciarsi nella movida senza sicurezza o prendersi troppe libertà al mare» avverte Parruti. «Questi nuovi casi non hanno a che fare con precedenti casi di trasmissione», spiega l'infettivologo, «però fondamentalmente sono la prova che i portatori asintomaci ci sono. Ma questo è anche il segno dell'attuale sistema di rilevazione della fase 2 che procede bene, si tratta però di tenere alta la guardia».
Sottolinea, Parruti, che «la preoccupazione non deve essere per settembre, non dobbiamo chiederci chissà cosa accadrà in autunno. Ma dobbiamo preoccuparci per oggi», evitare di incrociare gli asintomatici, «che possano far ripartire nuove trasmissioni». E se «ognuno di noi fa la sua parte», possiamo evitare una pericolosa recrudescenza di casi, che negli ultimi giorni si sono attenuati fino ad arrivare a quota zero a fine maggio». Per risalire nella giornata di ieri. Nei giorni scorsi, invece, due pazienti, durante visite mediche per altre particolari circostanze, hanno scoperto di essere positivi al Covid 19. «Si tratta», rivela l'infettivologo, «di un paziente che ha avuto un ictus e si è rivelato essere portatore asintomatico, l'altro è arrivato con una frattura alla colonna vertebrale e anch'egli è risultato positivo». A svelarlo, le indagini sanitarie e i successivi test del tampone.
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