Covid, sindaci, rigori: l’Abruzzo si racconta in un anno di immagini

31 Dicembre 2020

Dal dramma della pandemia al vaccino che riporta la speranza E poi le belle storie di successo dello scrittore Rapino e di Casadilego 

PESCARA. Alcuni anni lasciano il segno. Portano con sè delle fratture, la chiarissima consapevolezza di un “prima” e di un “dopo”, di uno spartiacque creato dal peso degli avvenimenti che diventano subito “Storia”, quella con la “S” maiuscola. Senza bisogno di decantazione, senza la prospettiva del tempo.
Il 2020 è già storia, icona, a cominciare dal nome, quel “ventiventi” che rotola sulla lingua: un anno difficile, che lascia pesantissime eredità, comportamenti cambiati, solidarietà mista a diffidenza, paura di stare soli, paura di stare insieme. Sarà la pandemia l’immagine più ricordata di questo anno: il virus che miete vittime, le città rese fantasma dal lockdown, medici e infermieri bardati come astronauti esausti, le proteste di chi si è sentito perduto, gli abbracci negati, gli sguardi persi sopra le mascherine. E poi, finalmente, proprio a fine anno, uno squarcio di sereno, di speranza: il vaccino che arriva giusto in tempo per fare di questo 2020 funesto il monumento a un’umanità che ce la fa, sconfigge il virus, torna a vivere.
Al di là del Covid, la vita è andata avanti un po’ in sordina, attraverso gli schermi dei telefonini e dei computer delle videoconferenze: abbiamo imparato parole e gesti nuovi, la didattica a distanza, le riunioni con Zoom, il distanziamento. Ma sono successe anche cose belle: il lancianese Remo Rapino ha vinto il Premio Strega e la giovane Elisa “Casadilego” Coclite di Bellante ha espugnato X-Factor, il trionfo delle arti in un momento veramente difficile per il settore dello spettacolo. Così come spettacolare è stato il passaggio delle Frecce Tricolori il 26 maggio all’Aquila, in occasione del 74° anniversario della proclamazione della Repubblica.
Nelle immagini, il 2020 dell’Abruzzo si racconta nei suoi momenti più importanti. Momenti che resteranno per sempre, più di sempre, nelle nostre storie e nella Storia.
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