Covid, solo 65 contagi al giorno La pandemia torna a tre anni fa

11 Marzo 2023

Stesso dato del 20 marzo 2020. Ma si contano altre sei vittime, la più giovane aveva 41 anni

PESCARA. I casi Covid sempre più giù. Per ritrovare in Abruzzo 65 nuovi contagiati al giorno bisogna fare un lungo salto indietro nel tempo. Esattamente tre anni fa erano così pochi ma si trattava dei primi segnali. Quelli di oggi sono gli ultimi.
Il nuovo bollettino settimanale, diffuso ieri dall’assessorato regionale alla Sanità, è rassicurante. Segna un calo di ricoveri nei reparti di medicina e una ulteriore diminuzione di casi attivi che tornano sotto la quota di 10 mila. Ma c’è un aumento di decessi. E tra i morti con il Covid risulta esserci anche un 41enne.
IL NUOVO BOLLETTINO.
Sono 457 i casi di Covid-19 accertati in Abruzzo tra il 4 e il 10 marzo: un numero che, come si diceva, corrisponde a 65 contagi al giorno. Sono emersi dall'analisi di 1.496 tamponi molecolari e 6.944 test antigenici. Il totale dei casi sale a 652.226; le reinfezioni sono 37.258 (+ 159 rispetto a venerdì 3 marzo). I decessi sono sei, di età compresa tra 41 e 96 anni: il bilancio delle vittime dall’inizio della pandemia sale così a 3.937. In calo i ricoveri. Gli attualmente positivi sono 9.719 (- 312 rispetto alla settimana precedente): 69 pazienti (- 9) sono ricoverati in ospedale in area medica e 2 (+ 1) sono in terapia intensiva, mentre i restanti 9.648 malati di Covid sono in isolamento domiciliare. I guariti recenti sono 763.
PROVINCE E CITTÀ.
Del totale dei casi, 131.741 sono residenti o domiciliati in provincia dell'Aquila (+ 132), 187.674 in provincia di Chieti (+ 98), 155.723 in provincia di Pescara (+113), 154.756 in provincia di Teramo (+ 110) e 13.243 fuori regione (+ 8), mentre per 9.089 (- 4) sono in corso verifiche sulla provenienza.
Le dieci città abruzzesi che, nell’ultima settimana, hanno avuto più casi (escluse le reinfezioni) sono: L’Aquila 26, Pescara 25, Teramo 17, Francavilla al Mare e Montesilvano 13, Chieti 10, Vasto 9, Avezzano 8, Spoltore 7 e Lanciano 6.
IL SALTO INDIETRO.
Era il 20 marzo del 2020, e in Abruzzo, dall’inizio dell’emergenza, erano stati registrati appena 450 casi positivi al Coronavirus, diagnosticati dai test eseguiti nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara, anche attraverso l’Istituto Zooprofilattico di Teramo. Ma quel giorno di tre anni fa si registrava un aumento di 65 nuovi casi: esattamente come l’attuale media giornaliero. Ora però andiamo verso la fine della pandemia mentre quel 20 marzo 2020 era l’inizio di un calvario. Nonostante i pochi casi, i segnali dell’emergenza apparivano già chiarissimi: 190 pazienti ricoverati in terapia non intensiva e 48 in rianimazione. E risultarono 17 i malati deceduti nel giro di 24 ore.
IL GIORNO DEL RECORD.
Una valanga di contagi invece travolse l’Abruzzo l’8 gennaio del 2022: poco più di un anno fa. Quel giorno il Covid fece registrare 5.479 nuovi positivi che portarono a 44mila i casi attivi. Un numero record rispetto ai 65 contagi medi al giorno che si registrano ora: siamo di fronte a un decremento dell’8.324 per cento.
IL BASSO RISCHIO.
Il monitoraggio settimanale sull'andamento del Covid in Italia, realizzato dal ministero della Salute e dall'Istituto Superiore di Sanità, ha classificato due Regioni a rischio alto, tre a rischio moderato e sedici a rischio basso. L’Abruzzo è tra queste ultime.
Secondo le tabelle dell’Iss, le due a rischio alto sono la provincia autonoma di Bolzano e la Puglia dove si registrano improvvise recrudescenze del Covid. Quelle a rischio moderato sono Emilia-Romagna, Liguria e le vicine Marche. Le cinque Regioni mostrano molteplici allerte di resilienza.
Ma «la situazione appare del tutto sotto controllo» e «c'è un'ulteriore decongestione delle strutture ospedaliere». Lo sottolinea il direttore generale Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza, nel video a commento del monitoraggio settimanale di Istituto superiore di sanità e ministero. «Questa settimana», spiega, «si osserva un'ulteriore diminuzione del tasso di incidenza di casi di Covid-19 nel nostro Paese. L'incidenza si fissa a 41 casi per 100mila abitanti», mentre «l'Rt mostra un leggero aumento. Siamo però a 0,97, quindi al di sotto della soglia epidemica. Per quanto riguarda il tasso di occupazione dei posti di area medica e di terapia intensiva, siamo rispettivamente al 4,7% e all'1%, quindi ben al di sotto di ogni soglia di criticità».
GLI EFFETTI A DISTANZA.
Sono soprattutto giovani e donne le persone che riferiscono al medico di famiglia sintomi, come stanchezza e difficoltà di concentrazione, che si protraggono dopo il Covid.
Alcuni pazienti riferiscono di non sentirsi più bene come prima dell'infezione da Sars-Cov-2 anche a distanza di un anno o due dal contagio. Fortunatamente però i problemi cronici sono molto limitati nella popolazione generale.
È questo infine il quadro tracciato da Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg).
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