Covid, un milione di euro ai Comuni ex zone rosse

31 Maggio 2022

Contributi per aziende con sede nelle 12 località della regione più colpite dal virus Previsti anche dei ristori per le imprese che lavorano nella filiera dei matrimoni

PESCARA. Un milione e duecentomila euro per aiutare le aziende abruzzesi a ripartire, in particolare quelle con sede operativa nei Comuni delle ex zone rosse, istituite nella prima fase della pandemia.
Ma c’è anche un carico di aiuti da 5,3 milioni di euro per le aziende del settore dei matrimoni e degli eventi privati che hanno subito un calo del fatturato a causa della pandemia.
Sono i nuovi strumenti messi in campo per le aziende del territorio abruzzese devastate dal Covid nella fase più drammatica della pandemia, quando il virus sembrava inarrestabile.
Le risorse sono state stanziate con due avvisi pubblici differenti, ma per entrambi è già possibile fare domanda online. Le richieste di fondi possono essere fatte fino alle ore 12 del 9 giugno, sulla piattaforma informatica della Regione Abruzzo all’indirizzo sportello.regione.abruzzo.it (per accedere è necessario essere in possesso dello Spid di secondo livello, cioè l’identità digitale con un livello di sicurezza più elevato).
I COMUNI PIÙ COLPITI Arriveranno 1,2 milioni di euro per le aziende che hanno sede operativa nei comuni dove è stata dichiarata la zona rossa per il Covid con le ordinanze del presidente della Giunta regionale Marco Marsilio (nello specifico la numero 10 del 18 marzo 2020, la numero 15 del 25 marzo 2020 e la 17 del 27 marzo). Le località coinvolte sono: Castilenti, Castiglione Messer Raimondo, Bisenti, Arsita, Montefino, Elice, Civitella Casanova, Farindola, Montebello di Bertona, Penne, Picciano e Villa Caldari, frazione nel comune di Ortona. Proprio a Caldari si registrò il primo morto di Covid in Abruzzo: Maurizio Mascitti, 58 anni, noto barista del paese deceduto per un malore improvviso nella notte tra il 4 e 5 marzo 2020. Una tragedia che a distanza di qualche giorno si rivelò l’inizio di una catastrofe. Solo le aziende che hanno sede operativa nei comuni citati possono presentare domanda. L’indennizzo che verrà garantito può andare da un minimo di mille a un massimo di duemila euro. Per richiedere questi soldi non è richiesta la certificazione della riduzione dei ricavi (confrontandoli con i dati del 2019), ma solo la dichiarazione di sede operativa in zona rossa.
EVENTI E MATRIMONI Il secondo carico di aiuti, da 5,3 milioni di euro, prevede ristori in favore delle imprese che lavorano nella filiera dei matrimoni e degli eventi privati. Sono contributi a fondo perduto per tutte quelle attività che hanno avuto il blocco o la perdita di fatturato durante il periodo più duro dell’emergenza sanitaria.
In questo caso, però, per richiedere i contributi l’azienda dovrà dimostrare di aver subito un calo di almeno il 30% dei ricavi, confrontando i dati del 2019 con quelli del 2020. (d.b.)
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