Crac finanziario, assoluzione per Di Prinzio

1 Febbraio 2023

La Corte d’Appello cancella la condanna a due anni del commercialista, due mesi in più per De Nicola

PESCARA. Lo scandalo ormai datato, legato al crac finanziario del gruppo dell’imprenditore Carmine De Nicola, ha avuto ieri uno strascico in Corte d’Appello all’Aquila. Nel novembre del 2019, davanti al gup Gianluca Sarandrea, c’erano state alcune posizioni che erano state definite con i riti alternativi. De Nicola aveva patteggiato 2 anni e 8 mesi per reati legati a bancarotte fraudolente, fallimenti, truffe, anche a carico dell’erario, e aveva optato anche per il rito abbreviato con il quale era stato condannato a un anno di reclusione, in quanto i reati tributari non potevano trovare spazio nel patteggiamento.
Ieri, difeso dagli avvocati Vincenzo e Riccardo Di Girolamo, per De Nicola i giudici aquilani hanno dichiarato la prescrizione di tutti i capi di imputazione, tranne uno per il quale hanno inflitto al “rettore” (così si faceva chiamare) una continuazione di due mesi, che fissa la pena conclusiva in due anni e 10 mesi (rispetto ai 3 anni e 8 mesi complessivi del primo grado). Per la figlia Antonella De Nicola, che aveva ricevuto una condanna con l’abbreviato a 10 mesi e 20 giorni per aver intestato fittiziamente ad altra persona quote societarie (oltre a patteggiare 1 anno 7 mesi e 20 giorni), la Corte ha stabilito la prescrizione di tutti i capi di imputazione che le vennero contestati dal procuratore aggiunto Anna Rita Mantini. Presentò ricorso in appello, dopo la condanna con l'abbreviato a 2 anni di reclusione, anche il commercialista Andrea Di Prinzio. I suoi legali, Massimo Galasso e Fabrizio Merluzzi del foro di Roma, sono riusciti a cancellare la condanna e a ottenere un’assoluzione «per non aver commesso il fatto». (m.cir.)