Cremonese rimette la sua delega: «Inaccettabili le regole per i locali»
Azione dimostrativa dell’assessore nei confronti dell’ultimo decreto varato dal premier Conte «Non si possono chiudere bar e ristoranti alle 18, invito i miei colleghi in tutta Italia a fare lo stesso»
PESCARA. L’assessore di Fratelli d’Italia Alfredo Cremonese, ieri, ha rimesso la sua delega al commercio per protesta contro l’ultimo decreto del governo varato per limitare il diffondersi del Covid-19. Consegnerà la delega non al sindaco Carlo Masci come dovrebbe effettivamente fare in caso di dimissioni, ma al premier Giuseppe Conte.
Un’azione dimostrativa esclusivamente politica, dunque, che non avrà nessuno effetto dal punto di vista pratico perché la delega al commercio rimarrà nelle sue mani. Ma questo ha creato lo stesso tanto rumore. Non solo a Pescara. La notizia, infatti, si è diffusa a livello nazionale perché Cremonese ha invitato i suoi colleghi amministratori di tutta Italia a fare lo stesso gesto. La decisione è maturata ieri quando l’assessore si è riunito insieme agli esponenti del suo partito per esaminare il provvedimento appena emanato dal governo per l’emergenza coronavirus. Dopodiché, l’assessore ha annunciato pubblicamente la sua scelta.
«Rimetto con fermezza la mia delega al commercio consegnandola al primo ministro Giuseppe Conte», ha detto, «una decisione che, non appena letto l’ultimo decreto del presidente del Consiglio dei ministri, ho comunicato al sindaco Carlo Masci, come sempre al mio fianco soprattutto nelle scelte importanti, come quelle che riguardano la vita delle persone». «E rivolgo un appello a tutti gli assessori d’Italia a compiere lo stesso gesto», ha aggiunto, «mi rifiuto di pensare che ce ne sia anche uno solo favorevole a far chiudere le attività del proprio territorio alle 18». La protesta dell’assessore verte proprio sulle ultime restrizioni imposte dal governo alle attività commerciali. Bar e ristoranti devono chiudere le loro attività entro le 18.
«Chi lavora seriamente per i territori e cerca di fare il massimo per un comparto così vitale come il commercio», ha affermato Cremonese, «non può trovarsi di fronte a un governo cieco. E allora è giusto che Conte, se non dovesse tornare sui suoi passi, si ritrovi solo ad assumersi una responsabilità così grande, quella di determinare la morte della classe imprenditoriale».
Accanto all’assessore si sono schierati anche il consigliere regionale Guerino Testa e la consigliera comunale Zaira Zamparelli, anche loro di FdI. «Se Conte e i suoi ministri avevano intenzione di provocare un’ecatombe nel nostro Paese», ha osservato Testa, «la chiusura alle 18 di molte attività produttive è la mossa più profetica che potevano compiere. Abbassare le serrande a quell’ora, in realtà, significa apporre i lucchetti alle porte di migliaia di attività italiane. Per questa ragione, ho convocato questa mattina (ieri, ndr) un summit d’urgenza con i dirigenti territoriali del partito e, dopo un’attenta analisi del decreto, abbiamo deciso di sollecitare tutti gli amministratori di FdI alla remissione delle deleghe di competenza».
Sulla stessa linea Zamparelli, che ha voluto esprimere solidarietà a Cremonese. «Caro assessore», ha sottolineato, «plaudo alla tua iniziativa e l’appoggio in pieno, sia come consigliera, ma soprattutto come commerciante. Molte attività non riusciranno più a riprendersi in caso di un altro lockdown. Servirebbe un piano per non far pagare affitti e tasse al settore».
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