Crepacci e ghiacciai tra le insidie maggiori

18 Giugno 2017

Peak Lenin, seconda vetta più alta del Kyrghyzstan, è considerata dagli esperti un 7.000 alquanto impegnativo, anche se la più facile delle cinque montagne della stessa quota elevata che si trovano...

Peak Lenin, seconda vetta più alta del Kyrghyzstan, è considerata dagli esperti un 7.000 alquanto impegnativo, anche se la più facile delle cinque montagne della stessa quota elevata che si trovano nella vecchia Unione sovietica. Le insidie maggiori sono i crepacci, il pericolo di cadute di seracchi e valanghe, ma anche il tempo che può cambiare repentinamente portando freddo intenso e vento forte. Per questo motivo, viene consigliato di salire in cima durante il periodo estivo, soprattutto tra luglio ed agosto. Chi decide di scalarlo deve sottoporsi ad un’adeguata preparazione fisica con un acclimatamento necessario ad affrontare la scalata senza bombole di ossigeno. La via consigliata è quella in direzione della cresta ovest. Presenta, però, numerose difficoltà, chiamate di tipo glaciale, in particolare per la presenza di seracchi e crepacci. La cresta si può raggiungere utilizzando ramponi, bastoncini e anche una piccozza, utile per un breve tratto del percorso fino in cima. Si comincia a salire a piedi, in un tratto a bassa quota senza neve. Poi, dai 4.300 metri fino alla vetta si sale su pendii di neve con crepacci. L’arrivo in cima avviene su un ampio falsopiano. «Le possibilità di salire e scendere con gli sci», dicono gli esperti, «sono generalmente limitate al mese di luglio. Successivamente, spuntano ampie zone di ghiaccio e i crepacci sono molto aperti». La cresta ovest, tuttavia, viene spazzata spesso da venti forti ed è sciabile solo a tratti per la presenza di poca neve, sassi e ghiaccio.