Cresce il centrosinistra «Siamo i veri vincitori»

5 Ottobre 2021

Vasto, Sulmona e Francavilla alla portata. Lanciano e Roseto sono in bilico Ma il centrodestra non si dichiara sconfitto: «Noi trionferemo ai ballottaggi» 

L’Abruzzo dei grandi centri guarda a sinistra con l’unica eccezione di Lanciano, e il trend regionale rispecchia abbastanza fedelmente lo scenario nazionale che vede il centrosinistra vincere in tre delle grandi città al primo turno (Milano, Napoli e Bologna) e presentarsi da favorito nelle altre due (Roma e Torino) in virtù di possibili future alleanze. In Abruzzo, a Vasto, Sulmona, Francavilla e Roseto la coalizione è in vantaggio al primo turno mentre a Lanciano l’elettorato ha premiato di più il candidato del centrodestra.
Il verdetto verrà pronunciato dagli elettori con il voto di domenica 17 e lunedì 18. Al ballottaggio andranno: a Sulmona, Gianfranco Di Piero (centrosinistra) e Andrea Gerosolimo (civiche); a Francavilla, Luisa Russo (centrosinistra) e Roberto Angelucci (centrodestra); a Vasto, Francesco Menna (centrosinistra) e Guido Giangiacomo (centrodestra); a Roseto, Mario Nugnes (coalizione civica) contro William Di Marco (centrodestra)); a Lanciano, Filippo Paolini (centrodestra) e Leo Marongiu (centrosinistra).
Nei piccoli centri prevale in larga parte il civismo, nel segno di quella trasversalità che esula dalle appartenenze e dalle bandierine. Ma si sa che l’analisi politica post-elettorale, secondo un consolidato costume italico, vede tutti i partiti cantare vittoria. E l’Abruzzo non fa eccezione.
Se i vertici del Partito democratico parlano di successo netto della coalizione di centrosinistra, dai partiti del centrodestra c’è chi parla di crescita di consensi.
Il segretario regionale del Pd, Michele Fina è perentorio: «Una vittoria netta delle nostre candidate e dei nostri candidati, il risultato complessivo ci incoraggia e premia un lavoro serio di ricostruzione. Per il centrodestra è una sconfitta che rivela una debolezza evidente: i suoi candidati hanno dovuto fare uno sforzo immane per fare fronte alle divisioni nazionali e al malgoverno regionale». Dall’altro lato della barricata Nazario Pagano, coordinatore regionale di Forza Italia, è di parere opposto e vede «più luci che ombre».
«Certo», osserva, «noi venivamo da una situazione in cui nei comuni a doppio turno eravamo all’opposizione ovunque e tutto sommato i risultati che si stanno materializzando in queste ore non ci sorprendono più di tanto. Non andremo al ballottaggio a Sulmona e questo ci spiace e ci preoccupa, ma lì la situazione è anomala per il centrodestra. Negli altri comuni tutto sommato, tenuto conto di quello che ci aspettavamo, siamo contenti e a Lanciano sapevamo di batterci per la vittoria. A Vasto si è ricandidato il sindaco uscente, Menna, e per noi sarebbe importante andare al ballottaggio. Eravamo consapevoli e in più c’è stata una sostanziale divisione con la candidata Notaro che appartiene alla stessa area politica di Giangiacomo».
«Ma si va al ballottaggio», osserva, «ed è una nuova partita. Ricordate i capovolgimenti all’Aquila e ad Avezzano con Biondi e De Angelis staccati nettamente al primo turno e poi eletti sindaci? Fra luci e ombre, vedo più luci in Abruzzo, c’è la vittoria di Petrucci a Penne nonostante la creazione di una lista anti-Petrucci, di Giorgio Di Clemente a San Giovanni Teatino e a Tagliacozzo la conferma di Vincenzo Giovagnorio».
Il deputato di Italia Viva, Camillo D’Alessandro, è soddisfatto: «Mi pare che emerga un dato politico inequivocabile, Da quando Marsilio ha vinto le elezioni regionali il centrodestra, salvo rare eccezioni, non riesce a vincere. Ovunque c’è un arretramento della coalizione e delle forze politiche. Sono contento della forza messa in campo da Italia Viva. Abbiamo fatto la differenza nelle coalizioni in cui ci siamo presentati. Cambia un po’ la geografia politica dell’Abruzzo, perde il centrodestra, perdono i 5 stelle, vincono le forze riformiste.
Per il capogruppo del Pd in consiglio regionale Silvio Paolucci la vittoria è netta: «Mi sembra che il centrosinistra abbia ottenuto risultati positivi e possa prevalere ovunque. L’aver costruito alleanze molto larghe può essere una base di lavoro verso il futuro Il centrodestra arretra e in modo deciso. Io credo che le ragioni siano diverse: da un lato credo che vi siano delle divisioni, dall’altro probabilmente una incapacità di selezione delle candidature. Di sicuro, al di là del risultato delle comunali, non so se abbia pesato anche la valutazione della Regione, ma Marsilio in Abruzzo viene visto e percepito dalla comunità degli abruzzesi come un corpo estraneo».
Tra le curiosità di questa tornata elettorale spicca quella dei due maestri di sci, Francesco Di Donato, presidente del presidente del Collegio abruzzese dei maestri di sci e vice presidente vicario del Collegio nazionale, Francesco Di Donato, confermato sindaco di Roccaraso, e Angelo Ciminelli, presidente del Comitato abruzzese Fisi Cab, eletto primo cittadino di Ovindoli.
Per il deputato della Lega, Giuseppe Bellachioma, il risultato è rassicurante. «Mi sembra che su Lanciano le cose stiano andando bene», dichiara, «la formula del centrodestra unito sia positiva, A Vasto dovremmo andare al ballottaggio, anche a Francavilla, a Roseto abbiamo prevalso su Ginoble ed è già questo un miracolo. Ora ce la giocheremo al ballottaggio. Quattro su cinque è un ottimo risultato. Tra 15 giorni daremo un grosso contributo».
Un pizzico di rammarico per la sconfitta sul filo di lana di Simone Angelosante, sindaco uscente di Ovindoli, che ha ceduto il passo al sorprendente Ciminelli. «Purtroppo in democrazia vige il criterio dell’alternanza», la disamina di Bellachioma, «Simone è stato un ottimo sindaco ed è un bravissimo consigliere regionale. Evidentemente, continuerà a fare il suo egregio lavoro all’Emiciclo».
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