Cresce la generosità del pescaresi: sono 24 i ragazzi accolti in casa

Le assistenti sociali: «Sono aumentati anche i contributi del Comune» E per sensibilizzare sul tema, tanti eventi: ieri la festa della famiglia
PESCARA. Ci sono coppie sposate e non sposate. Senza figli o con figli naturali, single e coppie omosessuali. Pescaresi e stranieri. Sono tanti i volti che percorrono le strade dell’affido familiare a Pescara. Quelli delle persone che hanno scelto di aprire le porte della propria casa e ancora di più del proprio cuore per accogliere minori con storie difficili. Ragazzi che non possono contare sul supporto della famiglia biologica. In alcuni casi hanno necessità di assistenza in orario diurno, per essere affiancati dopo la scuola. In altri hanno bisogno di punti di riferimento più stabili. Il Comune di Pescara è stato uno dei primi a promuovere la cultura dell’affido familiare. Con tanti anni alle spalle, l’équipe territoriale integrata Affido e Adozioni, composta dalle assistenti sociali Liviana Leone e Teresa Cappiello del Comune e la psicologa del consultorio Asl di Pescara, Rita Latella è un modello anche per le altre 11 équipe territoriali della regione.
I servizi sociali dell’ente hanno in attivo attualmente 24 progetti di affido familiare. Di questi, 15 sono di affido etero familiare, dove cioè gli affidatari non sono legati da vincolo di parentela agli affidati, per un totale di 17 minori, in quanto una famiglia ha accolto due fratelli. Sette sono in affido intra familiare. Poi ci sono due progetti di affiancamento, dove una famiglia sostiene l’altra temporaneamente.
«Quando viene disposto l’allontanamento di un minore, dall’autorità giudiziaria», spiega Liviana Leone, «si fa di tutto affinché la famiglia di origine possa sostenerlo. Si attivano progetti di educazione domiciliare o percorsi di comunità in caso di tossicodipendenze. Ci sono casi, però, in cui necessariamente si deve procedere all’affido, e allora noi dei servizi sociali, in primis vediamo se ci sono familiari entro il quarto grado che possono occuparsi dei minori. In caso contrario attingiamo alla nostra banca dati, per individuare le soluzioni più adatte al bimbo o al ragazzo in questione. Valutiamo le persone che in quel momento possono essere le migliori per accogliere quel minore, ascoltando tutti i componenti del nucleo familiare, anche i figli naturali se ce ne sono». Le soluzioni talvolta sono le più inattese, come nel caso di un ragazzo originario del Senegal che è stato affidato a un uomo, anche lui senegalese, che ha scelto di mettersi a disposizione dei servizi sociali di Pescara, accogliendo il minore. «Pescara è sempre più generosa in materia di affido», analizza l’assistente sociale, «tanto che i numeri dei progetti sono in aumento. Questo è legato anche al fatto che il Comune ha scelto di aumentare la quota affido».
Il contributo che l’ente elargisce alle famiglie affidatarie è salito da 700 a mille euro. «La famiglia che accoglie deve avere la possibilità di sostenere», afferma Leone, «perché non è vero che dove mangiano in 5 mangiano anche in 6».
Per sensibilizzare alla cultura dell’affido, illustrare alla città le possibilità che arrivano da questo istituto, l’assessorato alle Politiche sociali e per la Famiglia del Comune ha promosso anche quest’anno il Mese dell’Affido e dell’Accoglienza. Dal 30 settembre a fine mese ci sono incontri, laboratori, spettacoli, concerti e testimonianze di chi l’affido lo ha vissuto e lo vive ancora. Ieri a Villa Sabucchi, c’è stata la Festa della Famiglia, presenti il sindaco Carlo Masci e l’assessore al Sociale Adelchi Sulpizio. Prossimo evento il 13 ottobre al liceo Galilei, con l’Incontro “L’essere figli nell’affido familiare”.

