Crescita lenta, ma aumentano gli occupati

Nel 2018 il Pil della regione è salito solo dello 0,5%, ma i posti sono tornati ai livelli pre-crisi. Boom dell’edilizia nell’Aquilano
L’AQUILA . L’economia abruzzese rallenta. Il Pil è cresciuto dello 0,5%, appena un terzo rispetto al 2017. Anche l’attività produttive marca il passo, con industria e terziario più deboli. Una nota positiva arriva dall’export cresciuto del 3,9%, trainato dal Made in Italy e dalle vendite dei mezzi di trasporto. E se l’occupazione fa registrare un +1,6%, con un ritorno ai livelli pre-crisi del 2007, il vero dato eclatante arriva dal comprensorio aquilano, dove l’aumento degli occupati raggiunge il 6%, con un picco del 30% nel settore edile. Un mercato del lavoro che risente di profonde dinamiche di cambiamento, con i giovani che rappresentano il tallone di Achille. Per loro, trovare un lavoro stabile è ancora difficile. È la sintesi del rapporto 2018 di Bankitalia sull’economia dell’Abruzzo, presentato ieri all’Aquila.
L’INDUSTRIA ARRANCA. Una regione in fase di stallo, con deboli accenni positivi, secondo i dati illustrati dalla direttrice della filiale aquilana della Banca d’Italia, Dealma Fronzi, arrivata in Abruzzo il 14 giugno scorso, e dai ricercatori di Bankitalia, Valter Di Giacinto e Alessandro Tosoni. «Nel 2018 l’economia abruzzese è cresciuta con un ritmo inferiore rispetto all’anno precedente», ha dichiarato Fronzi, «il Pil è aumentato dello 0,5%, ma con un rallentamento di circa un terzo dell’espansione. L’attività produttiva si è indebolita, nell’industria come nel terziario, con il fatturato delle imprese in diminuzione. I migliori risultati sono stati conseguiti dalle aziende con una maggiore propensione all’export. Si è assistito, invece, a un lieve aumento delle presenze turistiche».
PIÙ OCCUPATI. Luci e ombre nel mercato del lavoro. «L’occupazione, ha spiegato Fronzi, "è aumentata dell’1,6%, in particolare per quanto riguarda i lavoratori dipendenti (+ 0,6%), così come è cresciuto il numero dei giovani che hanno trovato lavoro, anche se, nel secondo semestre dell’anno, questa tendenza è andata a scemare». Il tasso di disoccupazione è passato dall’11,7% al 10,8% in media, mentre il tasso di occupazione è salito al 58% dal 56,8 del 2017.
La suddivisione per settori promuove i servizi, che spingono l’aumento occupazionale, così come le costruzioni, dove il numero degli occupati è tornato ad aumentare. Nell’industria si è registrata una contrazione, dopo la crescita del triennio precedente. In diminuzione l’utilizzo della cassa integrazione, le cui ore autorizzate sono scese del 17,7%. Nel 2018, la partecipazione al mercato del lavoro degli abruzzesi è lievemente aumentata: il tasso di attività ha toccato quota 65,2% «per effetto», ha sottolineato Di Giacinto, «della crescita del numero di occupati, che ha più che compensato la contrazione delle persone in cerca di occupazione».
POCHI PRESTITI. Condizioni più rigide per i prestiti bancari, «rimasti sostanzialmente invariati rispetto al 2017», fa notare Tosoni, «con una lieve flessione dello 0,3% a dicembre scorso. La domanda di credito è scesa nella seconda metà dell’anno, quando sono emersi segnali di irrigidimento delle condizioni di accesso al credito, con l’orientamento delle banche che resta più selettivo nei confronti delle imprese ritenute a rischio». L’aumento dei finanziamenti, dall’analisi condotta su un campione di 9mila società, risulta limitata alle sole aziende classificate come sicure. Infine, i tassi di interesse sui prestiti a breve termine, praticati dal sistema bancario, sono diminuiti in tutti i comparti produttivi, con un calo più accentuato per le piccole imprese».
FOCUS L’AQUILA. Bankitalia, in occasione del decennale del terremoto, ha riservato un focus particolare al territorio aquilano, dove l’occupazione è aumentata del 6%, con un picco del 30% nelle costruzioni, che nel resto d’Abruzzo fanno registrare un tracollo del 30%. Sono stati spesi quasi 8 miliardi di risorse pubbliche, con contributi concessi prossimi a 10 miliardi. Della ricostruzione post-sisma hanno beneficiato anche i servizi di alloggio e ristorazione, oltre al commercio. Sempre all’Aquila si concentra il 30% delle startup abruzzesi.
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