Crisi del commercio, così si svuota il centro storico

15 Marzo 2024

Sempre più negozianti chiudono o decidono di trasferire le attività fuori le mura L’assessore: «Consapevoli dei problemi, pronti a reperire risorse di sostegno»

PENNE. Ristoranti e pizzerie, profumerie, negozi d'abbigliamento e tante piccole botteghe. Sono numerose le piccole e medie attività commerciali del centro storico di Penne che negli ultimi 12-13 anni si sono arrese. Partendo da piazzetta XX Settembre, passando per corso dei Vestini, piazza Luca da Penne e corso Alessandrini è un susseguirsi di serrande abbassate e cartelli affittasi o vendesi. Sono più di venti le attività del centro storico che hanno chiuso o che hanno preferito spostarsi fuori dalle mura.
Nell’ultimo periodo, tra piazza Luca da Penne e corso Alessandrini hanno chiuso una storica profumeria e un negozio che da 10 anni vendeva cialde caffè. «Non è stata una decisione facile da prendere, ma purtroppo tutto ha un inizio e tutto ha una fine», ha scritto sul proprio profilo social Ilaria Zicola, titolare dell'attività “Pausa Caffè”.
«Sono stati 10 anni molto intensi. Non sono mancate le soddisfazioni, ma anche i periodi difficili che ho cercato sempre di affrontare col sorriso», ha salutato Zicola.
Lo scorso anno, tra le tante chiusure, anche quella dello storico ristorante Tatobbe di corso Alessandrini. Riaperto per 14 anni dai pronipoti del fondatore e da un anno in cerca di un imprenditore che voglia rilevarne l'attività. «Il centro storico si sta svuotando sempre più», dice Antonietta Cantagallo, titolare della boutique “Accento” in corso Martiri Pennesi. «Anche altre attività sembra si trovino sul punto di chiudere. È un periodo assai complicato. Non so se sia una problematica a livello generale, con una difficoltà delle persone a spendere per gli acquisti o se la responsabilità sia di noi commercianti. Resta il fatto che in tanti sono in difficoltà», conclude.
Dall’emergenza Covid-19 in poi, tante attività hanno faticato a ripartire e la capacità di spesa dei consumatori pennesi è drasticamente scesa. Si bada più al necessario che al superfluo e quindi, gioco forza, tante attività annaspano per andare avanti. Non solo la crisi economica, anche le problematiche connesse al terremoto del 2017 hanno costretto alcune attività a chiudere bottega o a spostarsi fuori dalle mura. L’inagibilità di uno storico palazzo pennese, nel 2017 ha portato alla chiusura della storica edicola Sacco e allo spostamento del bar paninoteca Chicco Verde (oggi chiuso). Anche la Calzoleria Multiservizi da corso Alessandrini ha dovuto spostarsi per via dell'inagibilità dei locali.
Oggi con le ristrutturazioni dei palazzi appena cominciate, invece, alcune attività pagano anche il disagio procurato dai cantieri. Tutti problemi che anche gli amministratori locali conoscono perfettamente. «Siamo consci che il commercio cittadino, soprattutto quello delle attività presenti in centro storico, sta vivendo grandi difficoltà», comme l’assessore comunale al Commercio, Emidio Camplese. «Da parte nostra c’è la massima volontà nel lavorare per reperire le risorse necessarie ad aiutare i commercianti. Studieremo quanto prima una soluzione per ridurre ulteriormente le imposte e la pressione tributaria. Occorrerebbero, però, politiche nazionali a sostegno del commercio, soprattutto per il commercio al dettaglio dei centri storici», conclude Camplese.
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