Crisi Maiella e Morrone Natale senza stipendi
Tra 4 giorni scade una rata da 1,1 milioni con Equitalia ma non ci sono i soldi per pagare I dipendenti in allarme: aspettano ancora tre mensilità e la tredicesima
ALANNO. Lo deciderà anche Equitalia, entro 4 giorni, il futuro dei 63 dipendenti dell’azienda speciale Maiella e Morrone che assicurano i servizi sociali in 16 comuni della Val Pescara. Ed Equitalia deciderà anche se mandare al fallimento o no la comunità montana Maiella e Morrone, ente proprietario dell’azienda speciale. L’agente della riscossione delle tasse dovrà stabilire, a stretto giro, se accordare o no una rateizzazione da 1,1 milioni di euro alla comunità montana che si aggiunge a un altro piano di rientro di 120 mesi già concesso all’azienda speciale: se dicesse no, sarebbe la fine per la comunità montana. Perché, adesso, la comunità montana non ha i soldi per pagare la maxi rata con scadenza il 15 dicembre prossimo.
Ma anche se Equitalia dicesse sì al nuovo piano di rateizzazione stilato dalla commissaria Cinzia De Santis, la crisi dell’azienda speciale, stretta dai debiti nonostante sia di proprietà pubblica, non sarebbe affatto risolta: i dipendenti aspettano ancora il pagamento di altri tre stipendi arretrati più la tredicesima. Ma all’orizzonte non ci sono certezze: dopo essere stati costretti a protestare in strada e a occupare anche i municipi di Manoppello e Abbattegio per avere i primi stipendi arretrati, i dipendenti potrebbero passare un Natale senza soldi e con l’ansia di non sapere cosa accadrà dal 1° gennaio 2016. La comunità montana, già in liquidazione, dovrebbe cessare proprio alla fine del 2015 ma, finora, i sindaci dell’ambito sociale 35 non hanno ancora deciso chi e come gestirà i servizi sociali: una maxi cooperativa, mini cooperative o le Aziende di servizi alla persona (Asp) di proprietà della Provincia di Pescara. Però, ormai, manca il tempo tecnico per una gara di appalto per l’affidamento dei servizi sociali a un altro gestore e l’unica possibilità che sembra profilarsi è quella di un’altra proroga all’azienda speciale. Sarebbe l’ennesima scorciatoia per rimandare nel tempo una soluzione che, però, costringerebbe i dipendenti a lavorare ancora senza certezze, a partire dagli stipendi: una gabbia perché se l’assistenza a disabili, anziani e minori fosse fermata per protesta, i dipendenti potrebbero essere accusati di interruzione di pubblico servizio e denunciati. Sarebbe un’altra beffa per i lavoratori, quasi tutte donne, ormai sfiancati dalle promesse della politica non mantenute. In questa situazione a dominare sono ancora i dubbi. E c’è una domanda senza risposta: come è possibile che il peso di una gestione scellerata dell’azienda speciale, un ente che è arrivato a contare 148 dipendenti a ridosso della campagna elettorale, sia scaricato soltanto sull’anello più debole, proprio i dipendenti, mentre gli ex vertici dell’ente e della comunità montana restano ai vertici della Regione?
Oggi il dramma senza fine dei dipendenti della Maiella e Morrone arriverà al 5° congresso provinciale del sindacato Fials che si svolgerà, a partire dalle 9, all’hotel Sea Lion di Montesilvano: dopo gli interventi del segretario provinciale Gabriele Pasqualone e della segretaria aggiunta Nicoletta Di Nisio sul tema «più protagonisti nella sanità che cambia», sarà il delegato Sandro Cacciatori a parlare dei nodi irrisolti dell’azienda speciale. Le conclusioni saranno affidate al segretario nazionale Giuseppe Carbone. Tra gli invitati c’è anche il presidente Pd della Regione Luciano D’Alfonso.
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