Crisi Maiella e Morrone un altro anno senza soldi

2 Gennaio 2016

L’azienda speciale opererà un mese in proroga nei 16 comuni della Val Pescara Poi decisione finale tra sopravvivenza o liquidazione. Ma gli stipendi mancano

ALANNO. Si apre un altro anno di crisi per l’azienda speciale Maiella e Morrone travolta dai debiti. Tre giorni prima di Natale, i 63 dipendenti che garantiscono l’assistenza ad anziani, disabili e minori disagiati di 16 comuni della Val Pescara hanno percepito meno di mezzo stipendio dello scorso mese di settembre e aspettano ancora altre tre mensilità arretrate e la tredicesima. E il 2016 inizia sulla scia dell’ultimo anno nero, segnato dalle proteste in strada e dall’occupazione dei Comuni di Manoppello e Abbateggio: è lo stesso amministratore unico dell’azienda speciale, Oscar Pezzi, dimissionario dal 12 ottobre scorso, a parlare di «grave stato di crisi finanziaria della società tale da non permettere una sua normale operatività». L’allarme di Pezzi è contenuto in una lettera riservata spedita a Cinzia De Santis, commissario della comunità montana Maiella e Morrone, l’ente in liquidazione che ha la proprietà dell’azienda speciale. Lunedì alle 10,30, nella sede di Alanno, Pezzi incontrerà i rappresentanti dei sindacati Fials, Uil e Cgil per discutere dei nodi irrisolti.

Ma le speranze per i lavoratori, tra Comuni che non pagano e versamenti obbligati a Equitalia, sono davvero poche: in un’altra lettera, scritta dalla De Santis ai sindacati e ai vertici della Regione, a partire dal presidente Pd Luciano D’Alfonso e dall’assessore Pd alle Politiche sociale Marinella Sclocco, emerge che il futuro dell’azienda speciale è appeso a un filo. Per tutto il mese di gennaio, l’azienda speciale opererà in proroga e questa proroga potrebbe estendersi e comprendere anche i «primi mesi del 2016», fino «alla decisione circa la sopravvivenza o liquidazione della società» con l’affidamento a terzi dei servizi sociali. Una sopravvivenza, però, che allo stato sembra difficile per almeno due motivi: il primo è che, come spiega il commissario, continua ancora «l’inadempienza da parte di alcuni Comuni» nel pagamento delle rette per i servizi sociali. Inoltre, per i debiti fino al 2013, il commissario ha fatto partire 452 mila euro di decreti ingiuntivi contro i Comuni morosi. E a causa dell’«inadempienza», che arriva a oltre 136 mila euro solo per gli ultimi due anni, «non è stato possibile il pagamento di ulteriori mensilità spettanti ai dipendenti», prosegue la De Santis. E quindi accade quello che è sempre accaduto: continuano a essere i lavoratori a sostenere il peso di una crisi provocata da una gestione scellerata che si trascina dal 2006. Il secondo motivo è legato ai debiti che la Maiella e Morrone ha contratto a partire dal 2006 per le tasse mai pagate scavando un buco di 3 milioni di euro tra pendenze e interessi: adesso, l’importo della rateizzazione con Equitalia, sottolinea il commissario, «subirà un incremento, causa mancato pagamento delle ritenute fiscali e previdenziali a carico dell’azienda per gli stipendi corrisposti nel 2015 e per altre somme pregresse dovute».

L’unica boccata di ossigeno per la Maiella e Morrone dovrebbe arrivare dall’affidamento in gestione della casa di cura di Serramonacesca «per un totale annuo di 70 mila euro a decorrere dal 1° gennaio e fino al 31 maggio 2023». Ma, in base alle stime, l’azienda speciale ha bisogno di almeno 71 mila euro al mese solo per le spese del personale.

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