Cristina Mosca alla Feltrinelli presenta “Loro non mi vedono”

21 Giugno 2014

PESCARA. Dovrebbe giocarsi la letteratura tutta nello spazio profondamente ambiguo di una pagina, in essa trovare gioia e misura della propria impotenza, la conferma, in questo limite, di come solo...

PESCARA. Dovrebbe giocarsi la letteratura tutta nello spazio profondamente ambiguo di una pagina, in essa trovare gioia e misura della propria impotenza, la conferma, in questo limite, di come solo il silenzio autorizza le parole a restare, a significare che tutto diventa vero nell'assenza. Multa paucis, affermavano i latini, molte cose in poche parole: niente di più difficile eppure niente di più letterario, soprattutto quando il campo di tensioni narrative è quello deciso dalla forma del racconto, spazio difficilissimo in cui il vocabolario cerca la propria ragion d'essere.

È intorno a questi poli semantici e formali che gravita e risplende "Loro non mi vedono" (Ianieri Edizioni, 2014), il nuovo libro di Cristina Mosca, la scrittrice abruzzese già incontrata in libreria con prove quali "Chissà se verrà alla mia festa" (2005) e "E donne infreddolite negli scialli" (2007). Un'opera densa che balbetta dolore e scomode verità attraverso il filo rosso dell'assenza, questa essendo la protagonista assoluta di un percorso di consapevolezza che taglia a fil di lama la misura dei dieci racconti. Con un ritmo controllato ma teso, eppure quasi arreso a chi non può o non vuole vederci, la Mosca racchiude nel giro di un sapiente settenario - "loro non mi vedono", appunto - l'odissea dell'assenza che ogni vita deve scontare per far ritorno alla propria origine.

Dieci personaggi che osservano le loro scelte dal limbo dell'invisibile, anime interrotte, nomi incagliati tra il reale e il suo contrario, ombre in attesa di sciogliere l'arcano non appena qualcuno si accorgerà dei loro monologhi. La realtà non è quasi mai solo quella che vediamo: la realtà è fatta di tempi rimandati, rinunce, decisioni, occasioni, destino: «le nostre vite sono popolate dalle assenze, presenze invisibili fatte di echi, ricordi e rimorsi. Separazioni impossibili da accettare, che vengono lasciate a indurire sotto la scorza del quotidiano. I vivi hanno fretta, diventano ciechi, non vedono, non imparano». "Loro non mi vedono" segna uno spartiacque nella produzione letteraria di Cristina Mosca, un vero e proprio salto nella maturità piena della sua scrittura. Il libro sarà presentato oggi alle ore 18.30 alla Feltrinelli di Pescara, alla presenza dell'autrice e dello scrittore Enzo Verrengia.