Crollano gli incassi dei musei Le spese 15 volte oltre le entrate

11 Febbraio 2019

Anche quest’anno si prevedono forti perdite nella gestione, i ticket venduti per le mostre non bastano I costi degli asili nido e degli impianti sportivi sono coperti tra il 20 e il 40%, vanno meglio i mercati

PESCARA. I servizi del Comune continuano ad essere gestiti in perdita. Pur essendo assicurata la copertura minima del 36 per cento tra entrate e uscite, obbligatoria per legge, i conti sono sempre in profondo rosso. Basti pensare che l’ente incassa 1,9 milioni l’anno e ne spende ben 5,3, cioè due volte e mezza le entrate. Se fosse un’azienda privata, avrebbe già portato i libri in tribunale.
Ma la situazione è ben diversa. L’amministrazione comunale deve comunque assicurare i servizi essenziali alla cittadinanza, anche se questi sono in perdita. Ciò vale, in particolare, per gli asili nido, gli impianti sportivi e i mercati. Ma risulta più difficile considerare essenziali anche i musei, soprattutto se questi rischiano di essere una zavorra di un bilancio che è stato risanato con gran fatica a partire dallo scorso anno.
Eppure, le cifre non mentono. Quelle che riguardano i servizi cosiddetti a domanda individuali, allegate al bilancio già approvato, mostrano uno scenario inquietante. Anche per quest’anno l’amministrazione prevede venti di burrasca nella gestione dei musei, in particolare. Gli incassi previsti con le mostre non supereranno gli 85.000 euro, mentre le spese toccheranno 1.255.135 euro, oltre 15 volte le entrate. Nemmeno l’Aurum, con i suoi convegni e i matrimoni a pagamento, riuscirà a sollevare le sorti di tutti i musei comunali. La copertura delle spese, sempre secondo le previsioni basate sugli andamenti degli anni precedenti, sarà appena del 6,77 per cento. Come dire che il 93,23 per cento dei costi dovrà essere coperto dal Comune o, per meglio dire, con le tasse pagate dai cittadini.
Problemi anche per altri due servizi essenziali, ossia gli asili e gli impianti sportivi. Tuttavia, sarebbe difficile aumentare le tariffe dei nidi d’infanzia, perché i costi già piuttosto alti graverebbero sulle spalle delle famiglie. Stesso discorso per gli impianti sportivi utilizzati da una miriade di associazioni dilettantistiche. Proprio alla fine dell’anno scorso, tra l’altro, l’ex assessore Giuliano Diodati ha provveduto a ridurre in media del 4 per cento le tariffe. Vanno meglio i mercati, le cui perdite si fermano al 13,04 per cento, per quelli coperti e all’8,83, per quello ittico.
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