Crollano mattoni dalla chiesa Italia nostra: Comune allertato

14 Luglio 2023

PENNE. Nella parete esterna della chiesa di Sant’Agostino si è verificato un importante crollo di mattoni. Un crollo improvviso, che ha riacceso i riflettori sulla necessità di tenere sotto controllo...

PENNE. Nella parete esterna della chiesa di Sant’Agostino si è verificato un importante crollo di mattoni. Un crollo improvviso, che ha riacceso i riflettori sulla necessità di tenere sotto controllo le antiche strutture del centro storico. «Abbiamo transennato l’area, al momento non ci sono pericoli», assicura il sindaco Gilberto Petrucci, siamo a lavoro per individuare i fondi necessari tramite il ministero competente».
«La chiesa di Sant’Agostino è una delle chiese più importanti di Penne. Sui fianchi esterni si possono vedere le monofore ogivali che sono pure in San Domenico e in San Giovanni Evangelista», commenta il professor Mario Costantini. «La facciata distrutta dai bombardamenti del 1944 venne ricostruita nel 1960. Il campanile, restaurato nel 1933, è un bellissimo esempio di torre quadrata con cuspide ottagonale ornata da catini maiolicati policromi», sottolinea Costantini, auspicando un pronto intervento sulla struttura.
«C'è stato un cedimento murario sul lato campanile», spiega Antonio Di Vincenzo, presidente di Italia Nostra Penne. «Con un rapido passaparola il Comune è stato allertato. Il cedimento di questa parte di struttura muraria è un segnale che non dobbiamo sottovalutare. Il risarcimento della muratura si può eseguire con la tecnica del “cuci e scuci”, ma è necessaria una ricognizione generale per valutare lo stato fessurativo completo e avviare il monitaraggio della struttura», conclude. Non è la prima volta che strutture private e pubbliche in centro storico, a Penne, subiscono danni e cedimenti. Da circa quattro anni la chiesa di San Domenico è inagibile. Il problema strutturale di San Domenico, proprietà dello Stato(del Fondo edifici di culto), è iniziato il 26 agosto del 2019, quando alcuni fulmini colpirono l’impianto elettrico della cupola. I fulmini non solo provocarono la caduta di calcinacci, ma intercettarono e deteriorano anche alcune crepe che si erano sviluppate durante i terremoti degli anni precedenti. Dalle verifiche, venne fuori la necessità di un intervento importante sulla cupola, che andrebbe cerchiata in modo che non si spanci e non cada. Anche le abitazioni private in centro storico non se la passano meglio. Nel 2020, ad esempio, è crollata un’abitazione di una persona residente all’estero, nella zona di Porta Teramo.