Crox, oggi l’esame del Dna Ma l’autopsia svelerà chi tra i 2 arrestati lo ha ucciso

L’accertamento biologico dovrà attestare eventuali tracce sul corpo del 16enne Dettagli importanti dai colpi mortali e dalla mano che li ha inferti: uno è mancino
PESCARA. Uno che nega di conoscere Christopher (mentre c’è addirittura un video dell’anno prima con i due insieme in motorino), e l’altro (che presumibilmente Christopher non lo conosceva davvero, ma che è accusato di aver partecipato al suo omicidio) che scarica tutto sull’amico. Versioni smentite dal racconto degli altri ragazzi presenti all’incontro con Christopher Thomas Luciani il pomeriggio del 23 giugno, a cominciare dal testimone che assiste alle coltellate al 16enne tra le sterpaglie del parco Baden Powell di via Raffaello e sulle quali ora la procura dei minori dell’Aquila vuole fare chiarezza con l’esame del Dna.
COMPARAZIONE DNA L’incarico sarà espletato stamani nei laboratori di Genetica forense della polizia scientifica di Roma, e servirà a verificare l’esistenza di materiale biologico sui vestiti, le scarpe e lo zainetto sequestrati agli arrestati, da comparare poi con il loro Dna e con quello della vittima. Un accertamento necessario per definire i contatti dei due con Christopher, ucciso con 25 coltellate, e anche per confermare o meno la loro rispettiva presenza sul luogo del delitto. E, ancora, per capire se, e nel caso chi, una volta ucciso Crox gli ha spento la sigaretta sul volto e gli ha sputato, come racconta il testimone. L’accusa, per entrambi, è di concorso in omicidio con l’aggravante dei futili motivi e della crudeltà.
L’AUTOPSIA Sarà l’esito dell’autopsia, atteso per il 26 agosto, a fornire le risposte in merito a ruoli e responsabilità dei due ragazzi dalla fine di giugno in carcere, volutamente a distanza, a Bari e Roma. Il risultato dell’autopsia eseguita dal dottor Cristian D’Ovidio incaricato dalla Procura, alla presenza del dottor Ildo Polidoro consulente della famiglia di Christopher, che ha già confermato che i colpi inferti a Christopher sono stati 25, come riferito sin da subito dal testimone, dovrà rivelare quali sono stati quelli mortali ed eventualmente da quale mano sono stati inferti. In questo senso, potrebbero rivelarsi utili le diverse caratteristiche fisiche dei due sedicenni: uno di loro è mancino, anche se non è detto che nell’impugnare il coltello abbia usato anche lui la mano destra.
GLI ALTRI QUATTRO RAGAZZI Ma dall’esito degli accertamenti in corso, e da quanto ricostruito dagli investigatori della Mobile nell’ultima corposa informativa, potrebbero emergere novità e sviluppi ulteriori. Tra questi, c’è il ruolo degli altri quattro ragazzi che hanno accompagnato i due arrestati all’incontro con Christopher alla stazione. Si tratta del testimone, che poi ha raccontato tutto al padre la sera stessa, consentendo di trovare il corpo del 16enne, e di altri tre che hanno riferito agli investigatori la loro versione di quel pomeriggio. Per ora nessuno di questi quattro risulta indagato, ma non è escluso che il quadro delle responsabilità, seppur indirette, si allarghi. Nei loro confronti, sulla base della ricostruzione di ruoli e fatti e dall’analisi dei telefonini, potrebbero scattare le accuse di favoreggiamento, omissione di soccorso o, anche, di concorso nell’omicidio. Perché se è vero che è l’amico a cui Christopher non ha dato l’hashish già pagato per 70 euro, a cercarlo all’impazzata per avere “il fumo” concordato, è anche vero che quel pomeriggio gli altri che si incontrano con il creditore alla stazione sono tutti o quasi consapevoli che l’amico doveva trovare Christopher per farsi ridare la droga o i soldi. E che gliela vuole far pagare «per una questione di rispetto».
LO ZAINO CON IL CAMBIO Una consapevolezza confermata dal fatto che in tanti raccontano del coltello che il creditore ha con sè, e diversi tra loro diranno che il complice aveva una pistola, seppure scarica. E ancora, subito dopo l’omicidio, e prima di andare tutti al mare, uno dei ragazzi che sa che Christhopher è stato appena ucciso, mette i vestiti sporchi di sangue dell’assassino nello zaino che quest’ultimo ha affidato a un altro ragazzo alla panchina, anche lui al corrente dell’accaduto. E d’altra parte ancora prima, quando tutto il gruppo “accompagna” Crox nel parco, il clima non è affatto sereno, tanto che uno di loro, e non i due arrestati, lo spintona davanti ai silos della stazione. Sono sei contro uno, è l’inizio della fine. Ma molti di loro non possono neanche immaginarlo.

