Cugnoli, nel giro di 24 ore mandò il nuovo scuolabus

Il sindaco Chiola chiese aiuto a Marchionne. E lui gli fece subito trovare il mezzo nuovo E la cugina Laura spiega in un’intervista di quando arrivava in incognito e con la scorta
CUGNOLI. Nel piccolo centro del Pescarese il certificato di nascita di Concezio Marchionne, il papà di Sergio, viene custodito come un documento importante che ieri sera, il Tg1, ha mostrato intervistando la responsabile dell’anagrafe comunale. A Cugnoli si scoprono anche la generosità del grande manager abruzzese, il suo attaccamento al paese dove nacque il padre, maresciallo dei carabinieri, e il suo forte senso di protezione e riservatezza verso i parenti stretti che vivono lì, come l’anziana zia Maria, sorella di Concezio, ultranovantenne, e la cugina Laura Mancini che Giacinto Pinto, inviato del principale telegiornale nazionale, ieri mattina ha incalzato con microfono e cameraman, rispettandone il lutto e il profondo dolore. «Lui amava molto l’Abruzzo, ci può dire se è così?», le ha chiesto il giornalista. «Sì», ha risposto la cugina di Marchionne, «ha fatto tante donazioni ma sempre con molta discrezione». Donazioni come lo scuolabus per gli alunni di Cugnoli che ci regala un’altra storia bella del manager che aveva l’Abruzzo nell’anima.
Lo scuolabus vecchio, infatti, si era rotto e il sindaco Lanfranco Chiola, non sapendo cos’altro fare, aveva chiesto aiuto a Marchionne. Gli aveva inviato un messaggio di posta elettronica. Bastarono poche ore al manager per risolvere il problema che altrimenti avrebbe comportato settimane di attese e di burocrazia. «Domani vai alla concessionaria Fiat di Chieti Scalo, lo scuolabus nuovo è già pronto».
E così è stato. Le fotografie della festa in paese con gli alunni in fiocco e grembiule, il sindaco Chiola, un rappresentante della Sevel e il nuovo scuolabus rosso Ferrari, raccontano ora quell’evento di Cugnoli. E dimostrano la generosità di cui parla anche Laura Mancini.
Con il volto sofferente, con grandi occhiali da sole a coprirle gli occhi, e sotto il braccio destro una copia del Centro di ieri, con la foto grande in prima pagina e il titolo “Addio a un grande abruzzese”, Laura Mancini ha poi detto con un filo di voce: «Mi spiace molto che sia andato via».
Veniva spesso a Cugnoli, e quando lo faceva era in incognito? «Sì, è venuto l’ultima volta da mamma», ha risposto lei, « Ma non faceva mai avvicinare la scorta che rimaneva giù, prima dell’ingresso del paese. Lui si presentava così, cinque minuti e se ne andava». La cugina del manager ha poi raccontato, con poche parole, di quando Sergio Marchionne è arrivato in paese con la madre Maria, che ora non c’è più, «la zia Maria», moglie di Concezio, il maresciallo dei carabinieri di cui il manager che ha salvato la Fiat era orgoglioso. «Cos’era l’Abruzzo per Marchionne?», l’ultima domanda. «Erano le sue radici», ha risposto Laura Mancini prima di svoltare a sinistra verso casa. (l.c.)

