Cultura in lutto per Giacomo D’Angelo

Lo scrittore, critico d’arte e sindacalista aveva 83 anni. La camera ardente domani nella sede Cgil
PESCARA. È morto Giacomo D'Angelo, 83 anni, scrittore, intellettuale, sindacalista, critico letterario pescarese, fondatore della Università della libera età intitolata a Federico Caffè. È deceduto intorno alle 20.30 nell'abitazione di via Tiziano. Al suo fianco la moglie, Annalisa Cerretani, straziata dal dolore. La camera ardente sarà allestita nell'obitorio dell'ospedale dalla tarda mattinata di oggi fino a sera e venerdì, dalle 14, nella sede della Cgil di via Benedetto Croce.
Per sua volontà non ci saranno funerali e la salma sarà cremata. Per l'ultimo viaggio ha voluto indossare il suo maglione rosso preferito e i pantaloni scuri «i colori dell'anarchia», diceva sempre alla moglie Annalisa che, in lacrime, trova la forza di raccontare l'eredità morale di Giacomo D'Angelo, nato a Bolognano il 24 aprile 1939, da mamma Concetta Frasca e papà Guido. «Stava portando avanti gli studi sul prete abruzzese, don Giovanni Minozzi, conosciuto come l'apostolo delle case del soldato al fronte», ricorda la signora Cerretani, «i 30mila libri che aveva in casa saranno donati alla Cigl e al Comune di Calascio dove ha vissuto gli anni dell'infanzia. Era un uomo intransigente, dolce, ma con un cuore grande. Donare agli altri era la sua missione. È stato sindacalista appassionato e candidato consigliere comunale in una lista indipendente. Nel 2016 era stato premiato col Ciattè d'oro» per i meriti culturali di altissimo livello.
Tanti i messaggi di affetto e stima anche sui social. Tra i primi ad esprimere profondo dolore è stato il deputato Luciano D’Alfonso: «Quando vengono menzionati “gli intellettuali” la mia mente corre subito alla figura di Giacomo D’Angelo, che oggi pomeriggio ci ha lasciati. Pochi possiedono la cultura che egli aveva introitato grazie a letture di amplissima varietà». Profondo cordoglio è stato espresso anche dal consigliere comunale Giovanni Di Iacovo: «È scomparso un caro amico e protagonista della cultura di questa città che ha lavorato sia con le principali istituzioni culturali che con quelle più alternative, ribelli e critiche».
Tra gli amici più cari che ieri sera gli hanno detto addio in via Tiziano, Silvio Profico, consigliere comunale emerito: «È scomparso un gigante della cultura pescarese, un uomo di pensiero serio e rigoroso, una bella persona». Checco Mancini, fratello di Armando, ex manager Asl: «L'Abruzzo gli deve molto, Pescara lo ricorderà come un uomo di rara cultura». Così lo ricorda Maurizio Acerbo: «L'ho conosciuto da ragazzino. Era una figura autorevole della sinistra pescarese e animava con i suoi interventi le iniziative di dibattito. È stato per decenni un punto di riferimento per tante persone nella nostra città.
E il consigliere regionale, Antonio Blasioli: «Giacomo non amava mettersi in mostra, ma i suoi interventi catturavano l'attenzione della politica regionale e amministrativa». (c.co.)

