Cumuli di rifiuti indifferenziati vicino all’ospedale

8 Gennaio 2017

Penne, il direttore sanitario contesta gli scarichi abusivi Campitelli: anche il personale Asl non divide correttamente

PENNE. Rifiuti accatastati nelle immediate vicinanze della farmacia dell'ospedale San Massimo di Penne. La segnalazione arriva da cittadini disgustati e indignati dalla presenza di cassonetti sommersi da tantissime buste di pattume, molte accumulate anche fuori dagli appositi contenitori. E la segnalazione è stata girata per avere spiegazioni al direttore sanitario del presidio pennese, Rossano Di Luzio, e capire il perché di questo disservizio.

«L'ospedale fa raccolta differenziata al momento della produzione del rifiuto», spiega Di Luzio. «Dividiamo i rifiuti speciali e poi la carta, il vetro e simili. I rifiuti lasciati in accumulo sono indifferenziati e prodotti dall'utenza e dai pazienti che non utilizzano i contenitori a disposizione della raccolta differenziata. Appena l’immondizia si accumula segnaliamo la questione al Comune. Prima di Natale», aggiunge il direttore sanitario, «il ritiro non è avvenuto per oltre una settimana da parte delle ditte incaricate al servizio (l'ati composta da Ecoalba e Sima Ecologica ndc) e ho provveduto a segnalare la cosa agli amministratori. Il personale ospedaliero», continua, «non può effettuare la differenziata una volta che il rifiuto è stato gettato nel cassonetto. Spesso e volentieri, chi frequenta l'ospedale butta i propri rifiuti domestici tra quelli dell'ospedale e quindi è da segnalare anche uno scarso senso civico di molte persone», conclude il dirigente del San Massimo. «In ospedale non differenziano nulla», sottolinea l'assessore all'igiene urbana del Comune, Nunzio Campitelli. «Gli operatori delle società incaricate (Ecoalba e Sima Ecologica) hanno il compito di segnalare la situazione e di non ritirare quando i rifiuti non sono differenziati. La differenzazione del pattume non viene effettuata correttamente non solo dagli utenti, ma anche dal personale ospedaliero», osserva l’amministratore. «A breve convocheremo un incontro con il direttore sanitario Di Luzio e con i responsabili delle ditte interne che effettuano il servizio pulizia e confezionamento pasti dell'ospedale San Massimo per discuterne». A pagare ancora una volta è l'immagine della città e dell'ospedale pennese.

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