Cup, otto operatori contagiati La Asl: venite solo per le urgenze

27 Gennaio 2021

Focolaio al Centro di prenotazione. La dirigente Ceccagnoli: «Personale sostituito e locali sanificati» Code davanti ai quattro sportelli aperti (su dieci). Ma da oggi è operativo anche un quinto addetto

PESCARA. Otto operatori del Cup ospedaliero trovati positivi al Covid e subito messi in quarantena. Due dipendenti della Asl e sei sportellisti di una ditta esterna sono stati rimpiazzati con altro personale attualmente in servizio. Il focolaio è scoppiato nei giorni scorsi, gli organici risultati positivi sono sotto osservazione nelle loro abitazioni. Dopo la scoperta dei contagi, sono scattati tutti i protocolli di sicurezza, con l’esecuzione dei tamponi agli organici e l’ igienizzazione dei locali.
«Abbiamo sostituito il personale, che lavora in sicurezza, protetto dai vetri e con le mascherine e sanificato tutti gli ambienti» rassicura Maria Assunta Ceccagnoli, dirigente medico responsabile del Cup, Centro unico di prenotazione, che non nega «qualche piccola difficoltà oggi (ieri ndr)», nella gestione degli ingressi, con code e assembramenti di troppo con 4 sportelli aperti su 10, a cui oggi si aggiungerà l’operatività di un quinto. «Mi sono recata personalmente a verificare la situazione e ho chiesto alle persone in fila di avere pazienza e agli sportellisti di velocizzare le operazioni» rivela Ceccagnoli che invita l’utenza a «rivolgersi temporaneamente al Cup di Pescara solo per urgenze» oppure a contattare il call center 800 827 827 da rete fissa e 0872 226 da rete mobile, per prenotare le prestazioni negli altri Cup della provincia. In ogni caso chi avrà bisogno di una visita urgente all’ospedale pescarese, «può eseguirla e poi, in caso di file, pagarla un altro giorno per evitare sovraffollamenti» conclude la responsabile Cup. Nelle settimane scorse focolai Covid sono scoppiati in altri reparti, Oncologia, Ortopedia, Medicina e Geriatria. Le emergenze sono lentamente rientrate con i controlli sul personale in servizio e la disinfezione degli ambienti.
Ma non si placano le polemiche innescate dal consigliere regionale Pd, Antonio Blasioli, che pone all’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì una serie di quesiti per capire la genesi dei focolai all’interno dell’ospedale che opera «nel massimo rispetto delle prescrizioni anti Covid» è la rassicurazione dei vertici sanitari. Dopo aver elencato in una nota le emergenze delle settimane nei vari reparti, Blasioli torna a chiedere all’assessore alla Sanità, una «indagine interna» per sapere come mai «nella notte tra il 9 e 10 gennaio il Covid hospital ha rifiutato il ricovero di pazienti positivi del reparto di Ortopedia, Medicina e Oncologia, determinando con ciò la contemporanea presenza, all’interno dello stesso reparto, di pazienti positivi e pazienti negativi con il rischio di una possibile estensione del contagio intraospedaliero; se e con quali tempi vengono sottoposti a tampone gli operatori, infermieri e medici e il personale in generale». Blasioli rileva che la Verì «nella sua risposta in aula, ha annunciato l’istituzione di una commissione ispettiva» che, però, secondo il consigliere, arriva in ritardo sui tempi.