Cure a domicilio, pronte le nuove regole

La Regione potenzia i distretti Asl e amplia a molti privati la platea di chi eroga prestazioni coperte dal servizio sanitario
PESCARA . La popolazione italiana invecchia, e gli abruzzesi non fanno eccezione. Purtroppo non sempre all’aumento dell’età media corrisponde anche una qualità della vita soddisfacente, e quasi sempre è dovuto a una serie di patologie che a partire dalla terza età aumentano in maniera esponenziale.
Da una parte le esigenze e le giuste aspettative della popolazione anziana, che dopo una vita di lavoro ha diritto ad una vecchiaia serena, dall’altro lato, i bilanci della sanità, sempre più stretta da lacci e tagli.
ASSISTENZA A CASA. E allora, visto che gli ospedali vanno sempre più verso le super-specializzazioni per patologie acute, la Regione potenzia il servizio di assistenza domiciliare. Una scelta che da un lato consente dei risparmi, abbassando la quota di ricoveri impropri, dall’altro fa sì che l’anziano bisognoso di cure non debba lasciare la propria casa per lunghi periodi di ricovero.
IL NUOVO PIANO. La Regione Abruzzo è già in linea con i Livelli essenziali di assistenza per quanto riguarda le cure domiciliari.
Adesso, nel piano di riqualificazione del sistema sanitario prevede un ulteriore rafforzamento dell’Adi, come si legge in uno studio dell’assessorato regionale alla sanità elaborato dall’Agenzia sanitaria regionale presieduta da Alfonso Mascitelli. Con il nuovo piano, che a breve andrà all’attenzione della giunta regionale, si amplia la platea di coloro che potenzialmente sono in grado di offrire i servizi richiesti. Sarà potenziato il servizio pubblico, ma anche gli erogatori privati in possesso dei requisiti richiesti avranno maggiori possibilità di accreditarsi, a seguito di un bando.
NOVITÀ PER I PAZIENTI. Per gli utenti sarà come rivolgersi al servizio pubblico, in quanto il privato che sarà ritenuto meritevole di accreditamento dovrà fornire prestazioni di qualità visto che esercita in nome e per conto della Regione. Sarà dunque la Regione a vigilare e a garantire controlli continui di qualità sui requisiti professionali e i titoli di studio posseduti dagli operatori, i dispositivi sanitari utilizzati e sui farmaci. Insomma, sulla qualità delle prestazioni.
OLTRE 10MILA. Il report dell’Agenzia sanitaria regionale prende in considerazione dati del 2016. Alla fine di tale anno, in regione, erano 10.929 i pazienti con più di 65 anni per i quali era stato attivato un percorso di cure domiciliari. Il tasso più alto di assistiti over 65 era quello della Asl di Pescara (4,12%), anche se la popolazione più anziana risiede nella Asl di Lanciano-Vasto-Chieti.
RICHIESTE PER ETÀ. In realtà, non sono solo gli anziani a chiedere l’assistenza domiciliare integrata.
Secondo i dati dell’Asr, sempre nel 2016, le maggiori prestazioni erogate (2.792) riguardano la fascia d’età compresa tra 85 e 89 anni; a seguire le 2.347 della fascia tra 80 e 84 anni, le 1.867 degli anziani tra 90 e 94 anni, le 1.583 della fascia tra i 75 e i 79 anni.
Non mancano, tuttavia, le Adi attivate per pazienti da 10 a 14 anni (8), oppure per chi ha tra 40 e 44 anni (98), oppure le 6 per bambini con meno di un anno di vita.
PER PATOLOGIA. Nel 2016, in Abruzzo, sono stati traumatismi e avvelenamenti la prima causa di attivazione di percorsi di cure domiciliari (16,74%), seguiti dalle malattie tumorali (12,6%). L’11,77% delle richieste si riferiva a patologie della pelle e del tessuto sottocutaneo, e l’111,7% a malattie a carico del sistema circolatorio.
Quasi il 9% ha riguardato invece il sistema nervoso. A scendere, c’è il 7% delle malattie a carico del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo, il 4% delle malattie endocrine, della nutrizione, del metabolismo e del sistema nervoso, e il 3% delle patologie a carico dell’apparato respiratorio.
NELLE ASL. La percentuale maggiore di cure domiciliari si registra nella Asl di Pescara, dove sono state attivate 2.988 Adi (4,12% della popolazione over 65, a fronte di una platea di 72.471 anziani che hanno superato i 65 anni); seguono L’Aquila (2.756 assistiti pari al 3,95% dei 69.736 over 65), Chieti (3.246 Adi, il 3,49% dei 3.246 anziani con più di 65 anni) e Teramo, dove sono state attivate 1.930 Adi, il 2,79% dei 69.173 over 65.
La media regionale è del 3,59%, a fronte di una platea di 37.723 persone.
LE RACCOMANDAZIONI. Nel report l’Agenzia sanitaria regionale evidenzia la necessità di «migliorare la capacità di presa in carico di alcune Asl, al fine di garantire l’assistenza domiciliare in modo omogeneo su tutto il territorio regionale; migliorare la completezza e la qualità dei flussi informativi disponibili, analizzare e valutare il livello di appropriatezza delle cure domiciliari».
Anche perché sottolinea lo studio, il fabbisogno stimato calcolato sulla base degli ultra sessantacinquenni presenti in regione (corretto con il tasso di invecchiamento progressivo della popolazione) e del numero dei cittadini con disabilità, «dovrà essere oggetto di rivalutazione, valutando la possibilità di incrementare fino al 4 per cento il numero dei soggetti ultrasessantacinquenni presi in carico».
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