Cuzzi chiede 50mila euro ai suoi aggressori

Processo rinviato ai due ambulanti mandati via da piazza Salotto, l’assessore si costituisce parte civile
PESCARA. Si è costituito parte civile chiedendo ai suoi due aggressori un risarcimento danni di 50mila euro da devolvere al reparto di Ematologia pediatrica dell’ospedale civile. È questo il segnale forte che l’assessore comunale al Commercio Giacomo Cuzzi ha inteso dare «a chi pensa di intimorire chi cerca di far rispettare le regole» con la costituzione presentata ieri mattina dal suo legale, l’avvocato Anthony Hernest Aliano, davanti al giudice Patrizia Medica chiamata a presiedere l’udienza con giudizio immediata nei confronti di Giuseppe Cassarino, siciliano di 54 anni e la compagna Bianca Riga, 42 anni originaria di Pianella, accusati a vario titolo di violenza, minaccia, lesioni e ingiurie nei confronti di Cuzzi.
Un’udienza che è stata rinviata a ottobre per un difetto di notifica, ma che ha visto, a margine, questo ulteriore passaggio da parte dell’assessore che in un’escalation di violenza lo scorso 8 gennaio fu aggredito e malmenato dai due i quali, nonostante le continue e pressanti richieste, non erano riusciti a ottenere da Cuzzi la revoca dell’ordinanza con cui il sindaco aveva vietato l’esercizio di qualsiasi attività commerciale itinerante nelle aree di pregio, vietando di fatto alla coppia di sostare con il loro chiosco di crepes e granite in piazza Salotto.
Una decisione che, come ricostruito dall’avvocato Aliano nella costituzione di parte civile nei confronti dei due, aveva scatenato tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre del 2014 le prime insistenze da parte dei due i quali, alla risposta di Cuzzi che non era possibile concedere una deroga e che lui stesso non aveva alcuna autorità trattandosi di un atto di competenza del sindaco, hanno dato il via all’escalation di minacce e insulti che a dicembre dell’anno scorso avevano indotto l’assessore a decidere «di non recarsi più in Comune e di non camminare più per le vie della città, anche per presenziare alle manifestazioni, poichè intimorito dalla possibilità di essere nuovamente posto sotto aggressione dal duo Cassarino-Riga che oramai da troppo tempo lo persgeuitavano». Come se non bastasse, fa presente ancora il legale di Cuzzi, i due avrebbero continuato ad andare in Comune sempre per richiedere una deroga al divieto imposto dall’ordinanza. Fino alla mattina dell’8 gennaio quando la coppia chiede insistentemente di essere ricevuta da Cuzzi, lo aspetta e intanto dice alla segretaria dell’assessore che se non li avesse ricevuti sarebbero comunque entrati nel suo ufficio e lo avrebbero malmenato. Sono momenti pesanti per l’assessore, che avverte della situazione la polizia municipale, e per il personale in servizio. Ciononostante, esauriti gli appuntamenti, Cuzzi esce con altre persone dall’ufficio e affronta la coppia. «Tutti dicono che la colpa è tua, che tu non vuoi fare questa cosa, tu ci devi ascoltare» gli urlano i due. Cuzzi, verso l’uscita, gli dice di rivolgersi al sindaco ottenendo invece l’ennesima minaccia da Cassarino: «Il tempo della diplomazia è finito, adesso o risolvi questa cosa o da lunedì ti facci o vedere io cosa ti combino, stai molto attento ti faccio male». Di lì all’aggressione passa poco, con l’assessore afferrato per la giacca e sbattuto contro il muro che riesce a divincolarsi e a scappare, fino a barricarsi nell’ufficio del sindaco. Oggi che i due hanno avuto anche il divieto di avvicinarsi al Comune e alla persona dell’assessore, Cuzzi dichiara: «Ho accettato il rischio che deriva dalla necessità di cambiare ciò che non va, a partire dagli abusi e prepotenze che troppo spesso hanno danneggiato il commercio cittadino. Mi oppongo a ogni forma di violenza e non mi lascerò intimidire da nessuno. Continueremo a far rispettare le regole senza guardare in faccia nessuno. Quanto al risarcimento, ciò che mi verrò riconosciuto sarà donato al reparto di Ematologia pediatrica. Continueremo a lavorare per salvaguardare tutti quelli che agiscono nel totale rispetto delle regole, e la linea che abbiamo intrapreso servirà a dare nuova linfa al commercio cittadino».
(s.d.l.)
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