D’Alberto: «Biglietto unico regionale e stop alla stangata»

Il presidente dell’Anci: solo così evitiamo lo spopolamento E va fatto un coordinamento di sindaci, Provincia e sindacati
Parole che non lasciano spazio a dubbi. Da un lato, venire incontro alle esigenze economiche degli abruzzesi, dall’altro, a evitare il fenomeno dello spopolamento delle aree interne. Gianguido D’Alberto, presidente dell’Anci Abruzzo, l’associazione nazione dei comuni, torna pesantemente sul tema del trasporto pubblico locale e propone l’istituzione di un coordinamento dei sindaci e l’attivazione di un tavolo di confronto.
«L'aumento delle tariffe Tpl», osserva, «che come dimostrano i dati della Cgil sono ben lontane dal concretizzarsi come meri adeguamenti – basti guardare agli aumenti sui servizi suburbani assoggettati a tariffe a tratte – oltre a rappresentare una stangata per i cittadini, in particolare per le fasce più deboli, intese sia come persone che come territori, vanno in direzione contraria alla promozione della mobilità sostenibile e quindi allo stesso spirito del Pnrr che investe ingenti risorse per incentivare i servizi di trasporto pubblico. Prevedendo, all'interno delle misure che interessano il settore, anche investimenti volti a facilitare la combinazione di più mezzi di trasporto (sia pubblico che privato) e facilitare il pagamento dei biglietti e accorciare le distanze tra distanze e territori superando le disuguaglianze». Dopo le dichiarazioni dell’assessore Umberto D’Annuntiis che ha parlato di adeguamento e non di aumento, oltre al dossier della Cgil si è registrato ieri il doppio intervento del leader del centrosinistra in Regione, Luciano D’Amico, e del capogruppo del Pd, Silvio Paolucci, i quali hanno proposto alla Regione la gratuità del trasporto pubblico e, in subordine, l’estensione del biglietto unico regionale a tutto l’Abruzzo.
«E invece l'Abruzzo, spiace constatarlo», rincara la dose D’Alberto, «si sta muovendo in direzione diametralmente opposta, con aumenti che vanno ad impattare soprattutto sulle aree interne e su quei comuni che ancora oggi non beneficiano del biglietto unico, favorendo così anche lo spopolamento dei nostri centri. Perché il trasporto pubblico locale, in particolare quello suburbano, è essenziale per contrastare i fenomeni di spopolamento, soprattutto in un territorio come quello abruzzese composto prevalentemente da aree interne e piccoli centri che nel corso degli ultimi decenni hanno visto sparire quasi tutti i servizi».
«Ci sono territori poi, come quello teramano», continua D’Alberto, che è anche sindaco di Teramo, «dove all'aumento del costo dei biglietti si accompagnano ulteriori criticità quali un chilometraggio insufficiente e l'assenza dei vantaggi legati al biglietto unico, che di fatto scoraggiano ulteriormente l'utilizzo del servizio pubblico. Se poi pensiamo che spesso manca l'integrazione tra i diversi mezzi di trasporto è evidente come sia necessario un integrale cambio di rotta da parte del Governo e della Regione sull'intero settore»».
Quindi sulla gestione economica, «servono innanzitutto più fondi dedicati al Tpl, soprattutto per garantire un livello essenziale di prestazioni che sia realmente uguale su tutti i territori».
«Oggi il Tpl è già devoluto alle Regioni», spiega D’Alberto, «quindi, formalmente non vi sarebbe spazio per definire i livelli essenziali di prestazioni (Lep) per i trasporti locali. Ma in un sistema già profondamente diseguale a livello regionale e territoriale, dove le diseguaglianze rischiano di essere ulteriormente amplificate dall'autonomia differenziata, sarebbe assolutamente necessario assicurare adeguate risorse per garantire a tutti i cittadini di poter usufruire di un trasporto pubblico efficiente e a costi sostenibili per i cittadini».
Per il presidente dell’Anci, a livello regionale, in particolare, sarebbe essenziale, oltre che azzerare gli attuali aumenti, anche procedere all'istituzione del biglietto unico integrato regionale, come avviene già in diverse realtà, dando la possibilità a tutti i cittadini residenti sul territorio abruzzese di poter usufruire degli stessi sconti e condizioni economiche, prevedendo la gratuità o in ogni caos tariffe particolarmente agevolate per le fasce più deboli.
la proposta
«Al di fuori dal dibattito meramente politico», conclude D’Alberto, «il mio intervento in rappresentanza dei sindaci è di carattere esclusivamente istituzionale. Abbiamo il dovere di promuovere un coordinamento tra tutti i primi cittadini, in particolare modo di quelli dei Comuni maggiormente colpiti dagli aumenti e dove si riscontrano le maggiori criticità, con l'obiettivo di fare massa critica sulla Regione alla quale chiediamo, fin da adesso, di attivare un tavolo quanto meno con le 4 province e i 4 comuni capoluogo, oltre che con i sindacati, per affrontare in maniera congiunta e radicale la questione del Tpl, fondamentale per lo sviluppo delle nostre comunità».
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