D’Alfonso a Fontanelle «Qui servono 2 milioni»

7 Novembre 2016

Il governatore replica alle critiche avviando il giro di ricognizione nei palazzi Ater In via Caduti per Servizio alloggi divorati dall’umidità: «Il 6 dicembre il progetto»

PESCARA. Ha cominciato da via Caduti per Servizio, nel rione Fontanelle, il giro di ricognizione per valutare le priorità degli interventi da fare sul patrimonio in rovina dell’Ater e per una stima dei soldi necessari. Luciano D’Alfonso ha concesso poco tempo a chi lo contestava sabato davanti al palazzo della Regione in viale Bovio – decine di inquilini delle case popolari che chiedevano lo stanziamento di fondi nel bilancio di previsione dell’Ente da destinare all’Ater per ristrutturazioni e messa in sicurezza degli alloggi – limitandosi a dire che «avvierà delle verifiche per valutare il reperimento di fondi».

Ma poi già nel pomeriggio ha intrapreso il tour con i tecnici dai fatiscenti caseggiati di Fontanelle, per concludere che serviranno circa 2 milioni di euro per le opere di ristrutturazione e che il 6 dicembre incontrerà gli inquilini del rione per presentare il progetto esecutivo e dire da quale cilindro tirerà fuori i soldi per metterlo in pratica. In 90 minuti il governatore, insieme all’amministratore unico dell’Ater Virgilio Basile, ha visitato uno dopo l’altro circa 200 appartamenti di via Caduti per Servizio. «Queste case soffrono di problemi che creano invivibilità», spiega Basile. «I fabbricati, costruiti una trentina di anni fa, sono stati realizzati “a scala”, ovvero: il balcone di ogni appartamento costituisce parte della copertura dell’abitazione al piano inferiore. E il pavimento di ogni balcone, avendo perso nel tempo l’impermeabilizzazione, determina infiltrazioni d’acqua nell’alloggio sottostante, la scarsa coibentazione crea fenomeni di condensa paurosi, umidità ambientale pesante, microclima sfavorevole, muffe e condense alle pareti più esposte». L’Ater ha qui 8 palazzine di 5 piani ognuna, su una di esse un paio di anni fa sono stati fatti interventi per evitare infiltrazioni: sui balconi è stata sostituita la balaustra in muratura, che era una fioriera e faceva ristagnare l’acqua, con ringhiere che ne favoriscono il deflusso. La stessa operazione dovrà dunque essere eseguita sulle 7 palazzine restanti, 202 appartamenti. Servirebbero dunque circa 2 milioni secondo l’Ater. Se questi soldi verranno inseriti nel bilancio regionale in corso di elaborazione in questi giorni per poi girarli all’Ater o reperiti diversamente al momento non è chiaro. D’Alfonso intanto li ha promessi, così come ha promesso che continuerà il suo giro di ricognizione nelle case popolari insieme ai tecnici. Il 6 dicembre se ne saprà di più.

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