D’Alfonso e Blasioli (Pd): «Quella gara faceva acqua da tutte le parti»

21 Novembre 2023

PESCARA. «In quali acque andrà a nuotare il tuffatore Marsilio, adesso che Le Naiadi sono state nuovamente chiuse a causa dell’annullamento dell’aggiudicazione alla società Club Aquatico della gara d’...

PESCARA. «In quali acque andrà a nuotare il tuffatore Marsilio, adesso che Le Naiadi sono state nuovamente chiuse a causa dell’annullamento dell’aggiudicazione alla società Club Aquatico della gara d’appalto per la gestione, disposto dall’Arecom in autotutela? Glielo suggeriamo noi: quelle del Mare della vergogna, le uniche che gli consentono un sano bagno di umiltà dopo tutte le fanfaronate sparate negli ultimi mesi a proposito della riapertura del complesso sportivo». È sarcastico il commento del deputato Pd Luciano D’Alfonso dopo l’annullamento della gara per le Naiadi. D’Alfonso si riferisce al bagno del presidente della Regione Marco Marsilio il giorno della riapertura dell’impianto. «Può portare con sé», aggiunge, «tutti quegli esponenti di centrodestra che hanno fatto eco alle sue esternazioni mentre si stagliava all’orizzonte, come un iceberg davanti al Titanic, la certezza che la gara esperita dalla Regione facesse acqua da tutte le parti».
«Perché la decisione di revoca dell’aggiudicazione della gara per l’affidamento ventennale delle Naiadi è arrivata solo dopo l'intervento della procura?». È la domanda che si pone il consigliere regionale del Pd, Antonio Blasioli, in una nota nella quale ricorda i termini della sua battaglia per Le Naiadi, battaglia che ha sempre avuto come obiettivo primario quello di «garantire una gestione trasparente, duratura e scevra da interessi di parte per una struttura fondamentale per l’intera area metropolitana e in particolar modo per i Comuni di Pescara e Montesilvano». Le “segnalazioni” dell’esponente del Pd sui problemi relativi alla gara, risalgono allo scorso luglio. «La scelta dell'affidamento diretto», scrive Blasioli, «a seguito della richiesta di proroga di un partecipante a termini già scaduti; quella di affidare l'impianto per quattro mesi a spese della comunità in pendenza della proroga; e la circostanza che nessuno abbia dato seguito all’affidamento temporaneo, sono solo alcune delle anomalie evidenziate».