D’Alonzo, fatale un infarto Oggi la camera ardente

Eseguita l’autopsia sul 55enne maresciallo morto dopo il ballo in un night di Silvi Domani mattina alle 10 verrà celebrato il funerale nella chiesa di Sant’Antonio
MONTESILVANO. E’ stato un infarto a stroncare prematuramente Sergio D’Alonzo, il maresciallo della polizia locale di Montesilvano morto nella notte tra domenica e lunedì, all’età di 55 anni, all’interno di un locale notturno di Silvi.
Una scomparsa improvvisa, che ha turbato i colleghi di lavoro e tutti i cittadini che lo conoscevano, oltre a gettare nello sconforto i familiari.
A confermare l’ipotesi del malore, già avanzata poco dopo il decesso, è stata l'autopsia eseguita nel primo pomeriggio di ieri all'obitorio di Teramo dall'anatomopatologo Gina Quaglione su delega del sostituto procuratore Stefano Giovagnoni.
L’esame medico legale ha, dunque, avvalorato le testimonianze delle persone presenti al momento del malore del vigile urbano.
Tutto è accaduto intorno all’1,50 quando D’Alonzo, che stava trascorrendo una serata spensierata nel night club Zeus di Silvi, poco dopo aver finito di ballare si è accasciato su un divanetto con aria sofferente.
Gli altri clienti del locale notturno hanno quindi immediatamente chiamato i soccorsi, ma il personale sanitario del 118 non ha potuto far altro che constatare la morte dell’uomo, che è apparsa da subito legata a cause naturali.
Per essere certo di questa ipotesi, tuttavia, il magistrato di turno aveva disposto l’autopsia e, a seguito dei risultati, nel pomeriggio di ieri ha dato il nulla osta per la riconsegna della salma.
Il funerale di D’Alonzo verrà, dunque, celebrato domani alle 10 nella chiesa di Sant’Antonio di Montesilvano, mentre la camera ardente sarà allestita oggi nella casa funeraria di Mambella con la presenza fissa di due vigili urbani, come da volontà del comandante Nicolino Casale (per il quale Sergio D’Alonzo rappresentava quasi un fratello) e dell’intero personale del comando montesilvanese che si sono fatti carico di organizzare l’ultimo saluto allo stimato collega.
Residente a Città Sant’Angelo, separato e padre di Francesco, un ragazzo ventenne che vive a Milano con la madre, D’Alonzo aveva perso i genitori e la sorella e il Comando di Montesilvano rappresentava la sua grande famiglia.
Ricordato da tutti come una persona mite, disponibile, sorridente e competente, il maresciallo aveva iniziato come vigile stagionale nel 1982 per poi diventare effettivo nel 1986, e attualmente era in servizio all’Ufficio contravvenzioni di Palazzo Baldoni.
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