D’Amico e Paolucci: caro biglietti il trasporto pubblico sia gratuito

Scontro sulle tariffe. Il leader del centrosinistra: «L’aumento è voluto e non legato all’inflazione In alternativa alla gratuità andrebbe esteso il biglietto unico a tutta le linee della Regione»
Lo scontro sulle tariffe del trasporto pubblico regionale è centrale nel dibattito politico. Le dichiarazioni rassicuranti dell’assessore regionale Umberto D’Annuntiis sono state sonoramente bocciate dalla Cgil, che ha diffuso un articolato dossier secondo il quale gli aumenti dei costi per il trasporto pubblico abruzzese non sono limitati al 10%. Al contrario, secondo il sindacato, oscillano tra il 27,27% (tariffa a una tratta) e il 38,24% (cinque tratte). Ora il centrosinistra ribadisce i contenuti di una risoluzione già presentata e rilanciala proposta della gratuità del servizio.
«Ribadiamo la soluzione della gratuità del servizio in tutta la Regione», sottolinea il leader del centrosinistra, Luciano D’Amico, «e le finanze della Regione, a meno di sorprese come potrebbe essere per esempio un buco della sanità, possono benissimo tollerare un maggiore costo di 30-35 milioni annui. Basti pensare che la solita Legge Mancia, da sola, ne brucia 22,3. Non sfugge certo la rilevanza strategica del trasporto pubblico gratuito per le zone interne, per le fasce di popolazione economicamente svantaggiata e anche per il turismo. Ci sono tanti motivi per rendere gratuito il Tpl».
Il ragionamento di D’Amico verte sui numeri. «Ciò che sembra strano», osserva, «è che il gasolio oggi costa meno del 2022. Abbiamo fatto una piccola divisione: abbiamo preso il conto del personale di Tua del 2015, lo abbiamo diviso per il numero dei dipendenti e abbiamo fatto lo stesso nel 2023. In sostanza, abbiamo verificato che il costo del personale assorbe il 50% mentre il costo del gasolio il 17%. Guardando Tua, se noi prendiamo il valore di bilancio 2015 diviso il numero di dipendenti e prendiamo il valore di bilancio 2023 diviso il numero dei dipendenti si rileva che è addirittura diminuito».
I dati cui fa riferimento D’Amico sono i seguenti: nel quarto trimestre 2012 il gasolio costava 1,719 euro al litro, mentre a giugno di quest’anno il costo era di 1,710 euro. Invece il costo del personale, secondo il bilancio di Tua nel 2015 era mediamente di 44.908 euro, mentre nel 2022 è sceso a 44.729 euro. Il gasolio, stando ai dati del ministero dell’Ambiente, oggi costa meno che nell’ultimo quadrimestre 2021.
«Quindi», prosegue D’Amico, «non capiamo per quale motivo sia stato fatto un adeguamento dell’inflazione. Sicuramente ha un tasso ufficiale del 20%, ma quello è il tasso del paniere generale. Perché si è dovuto fare un presunto recupero? Quello è un aumento bello e buono. Chi viaggia sui bus abruzzesi paga un biglietto più alto non per l’inflazione, ma per finanziare l’Abruzzo film commission». Poi D’Amico propone una soluzione bis: «In alternativa al biglietto gratuito si può estendere l’area del biglietto unico a tutta la Regione e cioè pagare 1,20, e ora 1,40 dopo l’aumento, in tutta la regione. Il bilancio di Tua è il seguente: 16 milioni di passeggeri e 13 milioni di ricavi della bigliettazione. Ebbene, se noi dividiamo il numero dei biglietti per il numero dei passeggeri troviamo che il prezzo medio è di 70 centesimi».
Silvio PAOLUCCI
Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Silvio Paolucci, è in linea con Luciano D’Amico. «Gli aumenti del trasporto pubblico vanno revocati», ribadisce, «come abbiamo chiesto con una risoluzione all’indomani di una decisione che si abbatte principalmente su giovani, lavoratori, anziani, le fasce più deboli, che oltre a scontare i danni del disavanzo sanitario, della mancanza di politiche attive sul lavoro e di ristori, si sono visti lievitare dal 27 al 38 per cento tariffe che potevano essere lasciate invariate».
«Alla Regione», insiste Paolucci, «è mancato il coraggio di farlo, come è mancato anche quello di fare investimenti seri e concreti sul settore, affrontando i tanti problemi che lo affliggono. Però ha avuto quello, nell’ultima manovra di bilancio, di tagliare le risorse per il Trasporto pubblico (1,6 milioni) per andare a finanziare la Film Commission ed oggi chiede alla fasce più deboli di sopperire con l'aumento vertiginoso e ingiustificato (il diesel ad esempio non è aumentato affatto) delle tariffe. Il coraggio serve per capire come avallare un altro tipo di trasporto pubblico che noi, con il presidente D’Amico, abbiamo immaginato gratuito, che non è utopia, ma sostiene la comunità compensando mancanze e disagi».
Secondo il capogruppo del Pd «non è impossibile, anzi: per centrare quello che è un obiettivo veramente popolare, basterebbe usare meglio le risorse che vengono convogliate su alcuni eventi e operazioni di marketing inutili per il territorio, oppure vanno a coprire le scelte dissennate che questo governo regionale fa attraverso le leggi mancia. Bisogna volerlo, non arrendersi e mettere le mani nelle tasche dei soggetti più deboli. Derubricare i rincari ad aumenti irrisori come fa De Annuntiis significa dire sciocchezze o non considerare affatto il peso di questo costi sull’economia di famiglie che scelgono il trasporto pubblico proprio perché sono economicamente provate».
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