D’Amico: l’impegno sarà massimo, da oggi ci aspetta un grande lavoro

Abruzzo Insieme ufficializza l’ex rettore di Teramo come candidato presidente che sfiderà Marsilio Coalizione compatta, manca solo Azione. Marinelli: «Lavoremo per riportare con noi Sottanelli»
PESCARA. «Il mio impegno sarà massimo. Da oggi ci aspetta un grande lavoro». Così Luciano D’Amico ha detto a chi gli stava accanto subito dopo il via libera definitivo alla sua candidatura come presidente della Regione che sfiderà Marco Marsilio e il centrodestra alle elezioni regionali del 2024. Sono queste le prime significative parole dell’ex rettore di Teramo che alla fine ha unito 12 delle 13 anime politiche e civiche che compongono l’ampia coalizione di Abruzzo Insieme.
Solo Azione di Calenda ieri pomeriggio ha disertato il tavolo politico conclusivo che si è svolto nel palazzo della Regione, in Piazza Unione a Pescara. Ma è già in corso una trattativa per recuperare nel Patto anti-Marsilio Giulio Cesare Sottanelli e il suo partito che a destra ha subito trovato la strada sbarrata dalla Lega di Luigi D’Eramo, che non dimentica la ferita delle elezioni di Teramo. E del resto Sottanelli ha abituato la politica abruzzese a centrare, nel bene e nel male, imprese uniche. «Ho solo bisogno di un po’ di tempo», dice il deputato teramano. Quattro, in sostanza, i cesellatori del laboratorio politico di Abruzzo Insieme che ha avuto un parto difficile ma che sul filo di lana ha raggiunto il primo obiettivo. Per il secondo ci sono ancora sei mesi davanti, non in discesa e neanche in pianura, che però cominciano con una forte frase di incitamento del capitano. Alla quale i cesellatori, ieri sera, hanno subito risposto. «Ringraziamo Silvio Paolucci per il grande lavoro di costruzione di Abruzzo insieme», dichiara Daniele Marinelli, giovane segretario del Partito Democratico abruzzese, «siamo molto soddisfatti per la scelta forte e autorevole di Luciano D'Amico per la guida della coalizione. I nostri impegni immediati», aggiunge, «sono ora quelli di allargare ulteriormente il campo delle forze civiche e politiche che sostengono la candidatura di D’Amico alla Presidenza della Regione, lavorare con lui per perfezionare il progetto, ascoltare la comunità regionale, costruire liste forti per battere la destra e aprire una nuova fase per l'Abruzzo». E Gianluca Castaldi, coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle, affiancato dal capogruppo Francesco Taglieri, afferma che: «Il professore ordinario di Economia aziendale, D’Amico, già preside della facoltà di Scienze della Comunicazione, ex Rettore nonché Direttore generale della Fondazione Università degli Studi di Teramo, è un esponente civico di alto, altissimo valore».
Parole le sue che ricalcano certamente l’opinione di Giuseppe Conte. «Non ha nessuna tessera di partito», aggiunge, «e può rappresentare pienamente la sintesi di intenti del Patto per l’Abruzzo». E poi sferra la sciabolata politica: «Non chiudere un Patto, con l’attuale Legge elettorale regionale, avrebbe significato lasciare l’Abruzzo senza una sola speranza di cambiamento rispetto all’attuale governo regionale di fatto, longa manus di una sede di partito romana dedita, come sapete, a ben altri obiettivi». Sorride soddisfatto, al termine del vertice di coalizione, Camillo D’Alessandro, Italia Viva, che, dietro le quinte, con un atto che definisce di «generosità» contraccambiata, ha smussato il più angoloso degli spigoli, permettendo ai principali attori, M5S e Pd, di stringere il patto.
Ma è Abruzzo Insieme il vero protagonista di sintesi, che raccoglie anche le voci dei sindaci di Polis 305, con a capo Gianguido D’Alberto, che ieri davano per assente e invece c’era e contava: «L'Abruzzo ha bisogno della sua rivincita. Da domani saremo tutti al lavoro al fianco di D'Amico, convinti che la sua candidatura sia la più forte e la più unitaria per guidare sfidare il malgoverno di Marsilio e vincere le regionali». Lunedì la presentazione ufficiale del capitano.
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