D’Annunzio a Napoli, seminario e concerto

Liceo scientifico da Vinci e artistico Misticoni domani insieme per celebrare il Vate alla Casa museo
PESCARA. I ventisette mesi che Gabriele d’Annunzio trascorse a Napoli tra l’agosto del 1891 al dicembre del 1983 sono il tema di un interessante seminario che si terrà domani mattina, 30 marzo, alla Casa Museo di corso Manthonè. Una delle stagioni più importanti nella vita del Vate è raccontata in “Come un sogno rapido e violento”, il libro di Tobia Iodice pubblicato dalla storica casa editrice Carabba.
Una cronaca affascinante, a tratti quasi ipnotica, ricca di aneddoti e di documenti inediti, dei fatti (tanti) e misfatti (forse ancor di più) accaduti all’illustre pescarese all’ombra del Vesuvio. E pensare che a Napoli d’Annunzio ci arrivò per fuggire a una delusione di lavoro. Bocciato senza appello dall’editore milanese Treves il suo secondo romanzo, L’Innocente, lo scrittore decise di seguire l’amico pittore Francesco Paolo Michetti nel capoluogo campano, per annegare la delusione. In città avrebbe dovuto rimanerci solo pochi giorni, ma poi la sirena Partenope gli spalancò le braccia e il divo Gabriele rimandò continuamente la partenza conoscendo nuovi, inaspettati successi e avventure ai confini della realtà, come le sedute spiritiche nella casa della nobildonna russa madame Polozow. Di tutto questo, ma anche delle opere che il Vate compose e pubblicò in quel periodo della sua vita, domani parleranno con l’autore del libro, a partire dalle 9.30, presso la casa natale del Poeta, gli studenti dei licei “Da Vinci” e “Misticoni”. Un incontro organizzato e coordinato dalla professoressa Oriana Bovio, dello Scientifico dei Colli, in collaborazione con Marina Desiderio, docente all’Artistico, Musicale e Coreutico di viale Kennedy, che ha più d’un motivo d’interesse. Inoltre alcuni studenti del Misticoni, dopo la lectio, si esibiranno in una performance musicale, eseguendo alcune delle più celebri arie di Tosti su testi dell’Imaginifico. Tra queste la famosa “A Vucchella”, composta da d’Annunzio proprio a Napoli. «In una realtà tanto complessa e dinamica come quella di oggi», sottolinea la professoressa Bovio, che già altre volte ha promosso per gli alunni incontri con studiosi e scrittori «è necessario sperimentare strategie didattiche nuove, e offrire ai ragazzi occasioni preziose di crescita e di confronto, anche con i loro pari, proprio come quelle che essi vivranno sabato». Le fa eco la professoressa Desiderio: «Con questo appuntamento vogliamo provare a immaginare un modo alternativo di fare scuola: aperto al e sul territorio. Perché solo così riusciremo ad offrire ai nostri ragazzi quella pluralità di suggestioni e di stimoli di cui sono affamati».

