D’Ascanio: io parte lesa ma sotto inchiesta

30 Agosto 2015

«In questa vicenda, grave, il Comune è parte lesa e io sono estraneo alle ipotesi di reato. Non vedo come, senza gestire alcuna fase del ciclo dell’acqua, avrei potuto provocare un avvelenamento»....

«In questa vicenda, grave, il Comune è parte lesa e io sono estraneo alle ipotesi di reato. Non vedo come, senza gestire alcuna fase del ciclo dell’acqua, avrei potuto provocare un avvelenamento». Così il sindaco di Roccamorice, Alessandro D'Ascanio, parla dell’indagine sull’acqua al mercurio: D’Ascanio è indagato per i reati di avvelenamento colposo e adulterazione di sostanze alimentari. Per il momento, a D’Ascanio, forestale e procura, contestano di aver perso tempo di fronte a un pericolo per i residenti: l’allarme della Asl di Pescara e dell’Arta è del 15 aprile scorso e, il giorno dopo, il sindaco ha ordinato di «non utilizzare» l’acqua per uso umano. L’ultimo controllo della Asl prima della scoperta del mercurio riporta a 8 mesi prima, all’agosto 2014. «La comunicazione è arrivata nel primo pomeriggio del 15 aprile ma io non ero in sede», spiega il sindaco, «e l’ho vista solo la mattina successiva. Immediatamente, ho fatto l’ordinanza. Pensare che ho perso tempo mi sembra esagerato anche se è giusto che la procura indaghi fino in fondo». Il Comune scarica sull’Aca: «Quel macchinario che si è rotto è obsoleto, forse ha quasi trent’anni». Il 3 settembre, D’Ascanio sarà interrogato: «Durante le indagini sono stato ascoltato come persona informata sui fatti e ho consegnato alla forestale una memoria per ricostruire la vicenda e il mio ruolo che è marginale. Il Comune è fuori dal circuito dell’acqua. Poi, abbiamo sollecitato e coordinato le azioni di profilassi, preso una posizione forte nei confronti dell’Aca e chiesto anche un parere all’Istituto superiore di sanità».