D’Attanasio, cure sotto accusa «Sospetti sulle spese mediche»

7 Ottobre 2024

Il velista detenuto in Papua Nuova Guinea vuole portare gli atti alla Procura della Corte dei conti È malato e ricoverato in un ospedale: «Assistenza inferiore rispetto a quanto deve pagare l’Italia»

PESCARA. «Sentenza politica», «vittima di persecuzione giudiziaria», «ingiustamente accusato sulla base di indagini poliziesche di chiara marca inquisitoria». Carlo D’Attanasio, il velista pescarese detenuto in Papua Nuova Guinea dal 2020 e condannato alla pena di 19 anni di carcere per traffico internazionale di cocaina e riciclaggio di denaro, protesta per una sentenza che non accetta. Non c’è prova contro di lui, dice l’avvocato Mario Antinucci. E il legale, dopo la recente decisione del tribunale nazionale del carcere Bomana, apre un altro fronte: D’Attanasio è malato di tumore ed è ricoverato al Pacific International Hospital di Port Moresby ma avrebbe ricevuto «cure mediche di qualità e quantità inferiori ai giustificativi di spese effettivamente pagati dal ministero degli Esteri». Proprio per questo, il caso del velista accusato di essere al centro di un affare da 611 chili di cocaina nascosti in 28 borsoni per un valore di 46 milioni di euro potrebbe finire alla Procura generale della Corte dei conti: D’Attanasio vuole tornare in Italia per curarsi ma finora non gli è stato consentito, nemmeno dopo l’intervento del ministero degli Esteri.
Insieme a D’Attanasio sono state condannate altre 4 persone, con pene tra 12 e 16 anni di carcere: il velista, detenuto da 4 anni, deve scontarne altri 15. D’Attanasio si è sempre dichiarato innocente: ha detto che si trovava nell’isola dell’Oceania per tentare il giro del mondo in solitaria su una barca a vela. E ha detto anche che non ne sa niente di quel carico di cocaina ritrovato in un piccolo aereo schiantato: secondo l’accusa, invece, D’Attanasio avrebbe dovuto portare la droga fino a destinazione, fino all’Italia.
Il pescarese resta ricoverato per un tumore ma, sostiene la difesa, «sono emersi forti dubbi e perplessità sulla corretta gestione contabile delle spese mediche pagate dall'amministrazione italiana del ministero degli Esteri alla clinica papuense nella quale è ricoverato in gravissime condizioni». L’avvocato Antinucci spiega: «In concreto, D’Attanasio avrebbe ricevuto cure mediche di qualità e quantità inferiori ai giustificativi di spese effettivamente pagati dal ministero degli Esteri su richiesta istituzionale dei competenti uffici della Papua Nuova Guinea nel corso della detenzione all’estero, ragione per la quale stiamo valutando i presupposti per depositare un esposto alla Procura generale della Corte dei conti in Italia».
Non è l’unica azione legale che il difensore di D’Attanasio vuole tentare: «Subito azioneremo la procedura d’urgenza dinanzi alla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo per la grave violazione del diritto alla vita di D’Attanasio».