«Da 11 giorni in tenda davanti al Comune I politici ci ignorano»

La famiglia di Alanno continua la protesta per la casa «Andiamo avanti solo grazie alla generosità dei cittadini»
PESCARA. Come se fossero dei fantasmi, ignorati da tutte le istituzioni. Persino dalla prefettura e dal Comune che si trovano a pochi passi dal loro accampamento. Ma Francesco Roberto Cucinotta, sua moglie Alessandra Marsilii e i suoi due figli, un ragazzo e una ragazza, non si danno per vinti. Nonostante alcuni problemi di salute, continuano a vivere sotto due tende canadesi montate nel giardino di piazza Italia, proprio di fronte ai palazzi del Comune, della Provincia e della prefettura.
Sono arrivati all’undicesimo giorno di sopravvivenza all’addiaccio e se non fosse per la generosità di alcuni cittadini, che gli portano ogni tanto panini, pizzette e qualche bottiglia d’acqua e alla disponibilità della Croce rossa, che gli consente di utilizzare i bagni all’interno della sua sede lì vicino, forse non ce l’avrebbero fatta a resistere così tanto. Dei politici nemmeno l’ombra. «Non si è visto nessuno», rivela Cucinotta, «nei giorni scorsi ho visto il sindaco Marco Alessandrini davanti al Comune, ho tentato di andargli incontro per parlargli, ma lui appena mi ha visto è scappato dentro».
Eppure, fino a pochi mesi fa al loro posto in quel giardino c’erano i precari di Attiva che protestavano e i politici di maggioranza e opposizione si facevano vedere spesso. Qualcuno gli ha persino fornito gratuitamente il patrocinio del proprio avvocato. «La Protezione civile gli aveva offerto una tenda grande», ricorda Cucinotta, «noi, invece, ci siamo dovuti arrangiare con le nostre tende canadesi, dove diventa ogni giorno più difficile dormire».
Padre, madre e i due figli non stanno lì solo per protesta, ma per necessità perché non hanno più una casa. Quella che avevano ad Alanno è stata dichiarata dal sindaco non più utilizzabile, a causa di un canale, costruito successivamente, che passa proprio lì sotto e ogni tanto allaga l’abitazione.
Alla famiglia era stata offerta una casa popolare, sempre ad Alanno, «ma quell’appartamento», raccontano, «era fatiscente, pieno di muffa e infiltrazioni». E il figlio che soffre di asma, a loro dire, avrebbe rischiato di soffocare se fosse andato a vivere lì dentro. Per questo motivo, il padre e la madre hanno fatto la richiesta di un’altra casa popolare, magari a Pescara, dove Alessandra Marsilii ha sempre lavorato.
Ma quell’alloggio, che avrebbe dovuto essere assegnato temporaneamente per tamponare un’emergenza abitativa, gli è stato sempre negato. Ora, l’unica speranza è di poter sistemare la loro casa di proprietà ad Alanno ottenendo un risarcimento dal Comune per i danni subiti a casa della frequente esondazione del canale. La famiglia è in causa da anni per avere quei soldi che le spetterebbero di diritto per sistemare il fabbricato danneggiato e reso inutilizzabile. In proposito, domani ci sarà un’udienza al tribunale di Pescara, ma Cucinotta teme tempi lunghi.
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