Da Bucarest in aereo Tutti in quarantena

Pescara, scattano le misure di prevenzione per i passeggeri
PESCARA. Tornano dalla Romania e per precauzione vanno in quarantena. «Se l'avessimo saputo prima non saremmo ripartiti. Adesso ci aspettano due settimane di isolamento. Non è piacevole». Queste le prime parole di una famiglia aquilana, rientrata ieri all'aeroporto d’Abruzzo con l’aereo da Bucarest. In totale sono 40 le persone sbarcate alle 13.35 dal volo Ryanair 5471, il primo arrivato in territorio abruzzese dopo l'introduzione della quarantena obbligatoria per i passeggeri provenienti dalla Romania. Gli aquilani erano partiti martedì scorso, quando la circolazione era ancora libera. Ma l'aumento dei casi di Covid nei paesi dell'est Europa, ha fatto scattare le misure preventive per chi arriva da Bulgaria e Romania. Così per tutti i viaggiatori scatta quello che viene definito isolamento fiduciario.
L'ACCOGLIENZA. L'aeromobile della compagnia irlandese ha toccato terra alle 13.19, con oltre un quarto d'ora d'anticipo sulla tabella di marcia.
Al suo interno "solo" 40 passeggeri, e circa un quinto della capienza totale del velivolo, che può ospitare fino a 180 persone equipaggio escluso. Ad attenderli c'erano il personale di servizio dello scalo abruzzese, la sicurezza, gli agenti della polizia e il personale sanitario, pronto per qualsiasi emergenza. Tutto si svolto regolarmente.
Una volta scesi, i passeggeri sono stati sottoposti a termoscanner per controllare la temperatura. Quindi, alla spicciolata, sempre con la mascherina addosso, hanno guadagnato l'uscita, per trovare l'accoglienza di parenti e amici.
Tra di loro diverse donne e qualche famiglia, quasi tutti di nazionalità romena. Anche un ragazzo arrivato per sottoporsi a intervento chirurgico all'ospedale di Ancona, che prima di partire ha fatto il tampone risultato negativo.
IL PROTOCOLLO. In base a quanto fanno sapere i responsabili, c'è un decalogo rigido da seguire per i passeggeri in arrivo dai paesi ritenuti a rischio, come la Romania. In fase di partenza occorre compilare un'autocertificazione da consegnare alla compagnia con cui si vola, mentre una analoga viene redatta al momento dell'arrivo in aeroporto. Dopo lo sbarco e la misurazione della temperatura, è necessario contattare la Asl del territorio di residenza o domicilio, per comunicare l'arrivo e l'inizio di quello che viene definito isolamento fiduciario. Ogni passeggero, sempre con la mascherina su bocca e naso, ha l'obbligo di utilizzare l'itinerario più breve per raggiungere la propria abitazione, dove dovrà rimanere chiuso per due settimane, evitando o limitando ogni forma di contatto. La violazione di tali obblighi fa andare incontro alle sanzioni amministrative previste dalla legge, con multe da 400 a 3mila euro. Inoltre, se il trasgressore dovesse risultare positivo al virus, rischierebbe una denuncia penale.
IL VIRUS IN ROMANIA. La quarantena obbligatoria, come detto, è stata introdotta nei confronti dei passeggeri provenienti dai paesi a rischio.
Uno di questi è la Romania, che solo nella giornata di ieri ha fatto registrare 1.151 nuovi casi e altri 33 decessi, risultando di fatto uno dei paesi balcanici attualmente più colpiti. Quello di ieri, almeno in base alle disposizioni attuali, è l'unico volo in arrivo all'aeroporto d'Abruzzo chiamato a seguire il protocollo d'emergenza. Questo perché le misure preventive sono in scadenza al 31 luglio e da qui a dopodomani non sono in programma ulteriori arrivi dall'unica meta sensibile che fa rotta su Pescara.
Il prossimo infatti, sempre da Bucarest, è calendarizzato per martedì prossimo. A questo punto occorrerà capire che tipo di evoluzione avrà il virus in Romania e se le autorità italiane intenderanno continuare ad utilizzare la misura finalizzata a contenere gli ormai famosi contagi di ritorno.
Va detto, che a dispetto di quanto accaduto ai quaranta passeggeri in arrivo da Bucarest, agli altri 73 che ieri mattina hanno percorso l'itinerario inverso con partenza da Pescara e arrivo in Romania, non è stata richiesta alcuna accortezza, se non l'utilizzo della mascherina a bordo. Ma è chiaro che, se la quarantena verrà estesa anche dopo la fine di luglio, pure loro saranno costretti a seguire il protocollo quando torneranno in Abruzzo.

