Da lunedì torniamo gialli Marsilio: «Ma siate cauti»

L’indice Rt scende a 0,81: riaprono bar e ristoranti fino alle 18, sì a spostamenti in regione Per il governatore le regole delle fasce sono da cambiare: meglio basarle sui posti letto
PESCARA. Oggi e domani in arancione, poi da lunedì l’Abruzzo tornerà in zona gialla e bar e ristoranti potranno riaprire.
È quanto deciso ieri dal Ministero della Salute dopo la riunione settimanale della Cabina di regia che ha certificato l’abbassamento dell’indice Rt medio, quello che valuta la trasmissione del contagio da Covid-19, a 0,81.
Lo stesso report ha sottolineato un innalzamento del trend di casi e focolai in Abruzzo, attribuendo alla regione un rischio complessivo giudicato moderato. Ecco perché il presidente della Regione Marco Marsilio lancia un appello ai cittadini ad essere prudenti e responsabili e, allo stesso tempo, rivolge una proposta al governo per cambiare le regole per l’assegnazione della fascia di colore che, secondo il governatore, penalizzano una regione piccola come l’Abruzzo.
L’ORDINANZA. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di regia, firmerà nuove ordinanze che entreranno in vigore a partire da lunedì 1° febbraio e non da domenica 31 gennaio, come si pensava in un primo momento, in linea con le scansioni temporali delle ultime ordinanze. È bene ricordare, dunque, che oggi e domani in Abruzzo resteranno in vigore le regole della zona arancione e che quindi non ci si potrà spostare fuori dal proprio comune se non per motivi di lavoro, di salute e di necessità.
I NUOVI DATI. Il monitoraggio dell’Istituto superiore della Sanità si basa su 21 indicatori che stabiliscono l’andamento della pandemia.
Secondo i nuovi dati relativi alla settimana 18-25 gennaio, l’Rt nazionale, che indica a quante persone in media un infetto può trasmettere il virus, è ancora in calo rispetto al report precedente ed è sceso da 0,97 a 0,84. L’Rt si è abbassato anche in Abruzzo, passando dall’1,05 della settimana scorsa a 0,81. Per entrare in zona gialla, il tasso di riproduzione netto della malattia, deve stare sotto il livello 1.
L’APPELLO DI MARSILIO. «Ho avuto conferma dal ministro Speranza che da lunedì 1° febbraio la nostra regione passerà in fascia gialla», dice Marsilio. «Alla soddisfazione per la buona notizia, si unisce l’appello al rispetto delle regole: il virus c’è ed è importantissimo non abbassare la guardia. Faccio un appello a tutta la cittadinanza affinché si perseveri nell’adottare sempre tutte le misure di cautela e prudenza, rispettando i comportamenti virtuosi che ostacolano la circolazione del virus, e a non considerare il passaggio in fascia gialla e i buoni risultati dei 21 parametri di monitoraggio come un lasciapassare per atteggiamenti irresponsabili e pericolosi».
LA PROPOSTA. Marsilio lancia anche un appello al governo per rivedere le modalità di calcolo dell’indice Rt che poi stabiliscono il colore delle fasce per le regioni.
«L’Abruzzo è penalizzato da questi calcoli così come lo sono tutte le regioni piccole», dice Marsilio, «perché in queste aree l’indice Rt è fluttuante e può essere modificato in modo sostanziale in base a un semplice focolaio che magari viene anche subito individuato e circoscritto. Questo pone l’Abruzzo a un continuo cambiamento. A parità di focolai, la nostra regione ne risente di più rispetto ad altre regioni più grandi. Noi siamo partiti nel 2021 con un indice Rt pari a 0,62, ma è bastato un focolaio per farlo schizzare a 1,05. In regioni più grandi, un focolaio del genere non sposterebbe nemmeno di mezzo punto l’indice Rt».
Secondo Marsilio, dunque, «va cambiata la regola del calcio dell’Rt facendo distinzioni tra regioni grandi e piccole, ma soprattutto basando la possibilità di una regione di cambiare fascia sul numero di posti letto occupati in ospedale. Questo è il vero dato reale che mostra il miglioramento della situazione».
COSA SI PUÒ FARE OGGI E DOMANI. Per le prossime 48 ore, è consentito spostarsi solo all’interno del proprio comune, tra le 5 e le 22. Gli spostamenti verso altri comuni sono consentiti esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.
Per quanto riguarda le visite ad amici e parenti, è consentito una sola volta al giorno spostarsi verso un’altra abitazione dello stesso comune, sempre tra le 5 e le 22, a un massimo di due persone, oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. A chi vive in un comune che ha fino a 5mila abitanti è comunque consentito spostarsi entro i 30 chilometri dal confine del proprio comune, anche per le visite ad amici o parenti con il divieto, però, di spostarsi verso i capoluoghi di provincia.
Chiusi bar e ristoranti. Dalle 5 alle 22 è consentita la vendita con asporto di cibi e bevande. Dalle 5 alle 18 è consentito senza restrizioni, dalle 18 alle 22 la vendita con asporto è vietata solo per i bar. I negozi sono aperti, chiusi oggi e domani i centri commerciali (restano sempre chiusi nei prefestivi e festivi).
COSA CAMBIA DA LUNEDÌ. Da lunedì resta il coprifuoco dalle 22 alle 5, ma c’è la possibilità di spostarsi anche al di fuori del proprio comune, sempre entro i confini regionali, e non c’è bisogno di motivare le uscite nel proprio comune con l’autocertificazione.
Per le visite ad amici e parenti vale la stessa regola, con la novità che ci si può recare anche verso un’abitazione che si trova fuori il proprio comune.
CHI RIAPRE. Da lunedì, soprattutto, si potrà tornare a prendere il caffè al bar e si potrà andare a pranzo fuori. Ristoranti, bar, pasticcerie e altre attività di ristorazione saranno aperti fino alle 18. Dopo tale orario, la vendita con asporto è vietata ai bar. I ristoranti, invece, dopo le 18 potranno proseguire con la consegna a domicilio e l’asporto, ma con il divieto di consumare cibi e bevande nelle adiacenze del locale. Riaprono al pubblico anche i musei, ma solo dal lunedì al venerdì, con esclusione dei giorni festivi e con modalità di fruizione contingentata e nel rispetto delle misure anti-Covid.
CHI RESTA CHIUSO. Da lunedì non cambierà niente per palestre, piscine, centri benessere, centri termali, teatri, cinema e sale da concerto, che restano chiusi. Aperti, invece, i circoli sportivi, pubblici e privati, per svolgere esclusivamente all’aperto l’attività sportiva (ad esempio tennis e padel) nel rispetto del distanziamento sociale e senza alcun assembramento. È interdetto l’uso degli spogliatoi interni ai circoli.
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