Da martedì scatterà la multa per oltre 65mila no vax over 50

E in 38.566 saranno anche sospesi dal lavoro, senza stipendio, a partire dal 15 febbraio
Un esercito di abruzzesi over 50 non ancora vaccinati che, da martedì, sarà ufficialmente fuori legge. Dal 1° febbraio, infatti, scatta l’obbligo vaccinale per chi ha più di 50 anni e in Abruzzo sono ancora 65.786 i cittadini scoperti. Tra di loro, ben 38.566 sono in età lavorativa (cioè cinquantenni e sessantenni): dal 15 febbraio non potranno più andare a lavoro senza vaccino, e il loro stipendio verrà congelato.
Chi è a rischio
Da martedì, chi ha superato i 50 anni deve obbligatoriamente aver fatto almeno la prima dose.
La regola vale anche per chi ha già ricevuto la seconda dose da più di sei mesi.
Gli over 50 no vax, che non cambieranno idea tra oggi e domani, riceveranno una multa da 100 euro, preparata e inviata dall’Agenzia delle entrate tramite Posta elettronica certificata o raccomandata.
La sanzione, finora, è stata ritenuta una tantum, ma secondo alcune versioni, come quella riportata dal Corriere della Sera, potrebbe diventare ripetibile dopo un certo periodo. Il testo del decreto sull’obbligo vaccinale non chiarisce il dubbio.
La risposta dovrebbe arrivare nei prossimi giorni, quando, per gli over 50, comincerà ad avvicinarsi anche l’obbligo di vaccinazione per andare a lavoro.
Cosa accade dal 15 febbraio
Per i lavoratori con più di 50 anni, dal 15 febbraio le maglie si stringeranno ancora di più.
In Abruzzo sono ancora 38.566 i cinquantenni e sessantenni, cioè i cittadini in età lavorativa, che dovranno esibire il super Green pass, ottenibile solo con vaccinazione o guarigione dal Covid, per andare a lavoro.
Per chi non rispetta quest’obbligo, scatteranno cinque giorni di assenza giustificata e poi il congelamento dello stipendio. Ma non saranno queste le uniche ripercussioni per chi cerca di aggirare le regole.
Le sanzioni
Chi viene sorpreso al lavoro senza Green pass, e ha più di 50 anni, rischia una multa aggiuntiva da 600 a 1.500 euro. La sanzione scatta anche per i datori di lavoro che non controllano i certificati dei loro dipendenti: per loro c’è una multa da 400 a 1.000 euro. Dove finiranno le somme riscosse ai non vaccinati?
Le entrate delle multe sono periodicamente versate dall’Agenzia delle entrate al Fondo per le emergenze nazionali.
Come vengono
fatte le multe
Da martedì, il ministero della Salute comincerà a richiedere le multe per gli over 50 senza vaccino; poi spetterà all’Agenzia delle Entrate preparare la cartella esattoriale e inviarla al non vaccinato via Pec o posta raccomandata.
I nomi dei no vax vengono rilevati dal Sistema Tessera sanitaria e incrociati con la banca dati dell’anagrafe vaccinale nazionale, curata dalle Regioni.
Il caso dei guariti
Chi è guarito dal Covid negli ultimi sei mesi non verrà multato.
Scaduto questo arco di tempo, il non vaccinato over 50 è obbligato a vaccinarsi. In questo caso, per evitare un collo di bottiglia burocratica è fondamentale che il medico di base o l’Asl accertino la guarigione, dopo l’esito negativo di un tampone molecolare o antigenico.
La negativizzazione deve essere registrata nel Sistema Tessera Sanitaria, che include i nostri dati sanitari e fiscali. In Italia, solo nell’ultimo mese, circa 180mila over 50 hanno contratto il Covid pur non essendo vaccinati.
La loro situazione verrà congelata fino al termine dei sei mesi, poi dovranno necessariamente vaccinarsi.
Chi sono gli esentati
Chi è esentato dal vaccino per motivi di salute riceverà comunque l’invio della cartella esattoriale con la multa dall’Agenzia dell’Entrate, che sarà automatico.
Poi avrà dieci giorni di tempo per far avere all’Asl l’eventuale certificazione che lo esenta dall’obbligo vaccinale per altri motivi di salute, oppure dovrà comunicare un’altra ragione di assoluta e oggettiva impossibilità.
Ovviamente non basterà una semplice autocertificazione per evitare la multa e l’obbligo di vaccinazione.
Sarà l’Asl di riferimento del non vaccinato a dover trasmettere all’Agenzia delle Entrate, sempre entro dieci giorni dalla ricezione della comunicazione dei destinatari, un documento che certifichi l’impossibilità di vaccinarsi.
Spetta alla Asl verificare che l’esenzione sia valida, dunque. Qualora dovesse ritardare la verifica, l’Agenzia delle Entrate provvederà entro 180 giorni ad un nuovo avviso di pagamento della multa. L’interessato può opporsi facendo ricorso al Giudice di Pace, con l’Avvocatura dello Stato che però assumerà il patrocinio dell’Agenzia delle Entrate.

