Da orfanotrofio a istituto agrario I 160 anni del Cuppari di Alanno

Oggi le celebrazioni nella scuola di via XX Settembre creata nel 1859 dall’allora sindaco Enrico Ruggieri I primi studenti furono i ragazzi senza genitori. L’ex preside Tricca: la scuola sia intitolata al fondatore
ALANNO. Furono i bambini dell’Oratorio che avevano perso i genitori i primi alunni dell’Orfanotrofio Agrario, la scuola fondata 160 anni fa dall’allora sindaco Enrico Ruggieri, nato ad Alanno il 10 giugno 1816.
Il 10 dicembre 1859, l’illustre primo cittadino del paese della Val Pescara, professore di Eloquenza al Real Liceo dell’Aquila, dotto signore e intellettuale di rara lungimiranza, vergò il decreto col quale riuscì ad accaparrarsi i terreni intorno all’Oratorio delle Grazie per realizzarvi il primo insediamento della scuola, (trasferita e sviluppata nel centro del paese tra il 1872 e il 1876) di quella che oggi è conosciuta come istituto tecnico agrario “Pietro Cùppari”, nello storico edificio di via XX settembre con annesso convitto nell’ex convento di San Francesco.
Oggi e domani la scuola è in festa perché celebra l’anniversario della fondazione con un convegno dal titolo “1859-2019 La storia, le storie, il futuro-Sostenibilità dell’istruzione agraria” che comincerà oggi alle 9 nell’aula magna. A fare gli onori di casa il dirigente scolastico Maria Teresa Marsili e il sindaco Oscar Pezzi che accoglieranno gli ex presidi, ex docenti ed ex alunni divenuti professionisti apprezzati che racconteranno aneddoti, curiosità ed esperienze personali vissute in quella che lo storico Manfredi Tricca definisce «una scuola di vita». Tra gli ex alunni che si racconteranno a quelli di oggi (650 dell'intero omnicomprensivo) saranno presenti Massimo Rabottini, 50 anni, teatino, agronomo plurilaureato; Claudio Percossi, direttore di un giornale che si occupa di agraria nel Fucino; Stefano Flamini, già primario al San Salvatore dell'Aquila; Pierfelice Vittorio, ex primario di dermatologia all'ospedale di Pescara; Maurilio Di Giangregorio, laureato in chimica e appassionato di storia; Nicola Carafa, pugliese ma rimasto legato ad Alanno anche dopo la scuola; Fabio Di Donato, titolare della vinicola Cingilia a Cugnoli e, ancora, Fernando Di Benigno, Fiorella D'Orazio, Antonio Dell'Osa, la geologa Violetta De Luca. Dall’ottobre 2013 l’istituto è diretto da Maria Teresa Marsili che negli anni ha gestito diverse emergenze: dall’ex convitto in rifacimento «per la cui conclusione dei lavori siamo in attesa di altri fondi» provinciali, ai trasferimenti per motivi di sicurezza della sede di Villareia nell’agroalimentare di Cepagatti che tanti disagi ha creato a studenti e famiglie. Ma oggi si fa festa. «Centosessanta anni» commenta orgogliosa la dirigente scolastico, «sono stati un percorso lungo, tortuoso e difficile, ma la scuola era, ed è, un baluardo anche durante gli anni della guerra, quando non ha mai fermato la sua attività neppure sotto i bombardamenti e uno o due diplomati ci sono sempre stati. Ruggieri, personaggio lungimirante, aveva capito che solo la cultura poteva contrastare la povertà ed elevare il territorio, a quel tempo paludoso e malarico». Fu lo zio, il naturalista ed economista agrario Ignazio Rozzi, nativo di Notaresco, l’ispiratore ideale del nipote Enrico Ruggieri che si appassionò alla terra e al suo potenziale, da egli fatto emergere per migliorare la vita degli orfanelli di Alanno. Nell'antico convento dell'oratorio gli studenti si mantenevano producendo le derrate alimentari. E studiavano. La battaglia dello storico ed ex preside dell’istituto dal 1999 al 2007, Manfredi Tricca «è quella di intitolare l’Agrario proprio al suo fondatore. Non che Cuppari», precisa il 71 enne insegnante di topografia e costruzione meccanica agraria, «non sia un personaggio di spessore, ma è siciliano e nulla ha a che vedere con la nostra terra». L’agricoltura nel cuore e nell’anima della famiglia Tricca. «Nonno Manfredi», racconta l’ex preside, «andò fattore in Puglia e impostò la contabilità con partita doppia. Papà Giovanni, coltivò il deserto della Cirenaica, creando campi di cereali, vigne e pozzi per l’irrigazione».
Ciò detto, il professore, oggi rivelerà agli studenti dell’Agrario come Ruggieri sia arrivato a creare la prima struttura scolastica all’Oratorio. E sottolinea la grandezza storica e culturale di «una scuola di vita» come l’Agrario che ha formato i periti agrari, figure che «hanno rivoluzionato il mondo e portato progresso». Tricca, quindi, esorta i giovani a «studiare l’agricoltura, perché è bella».

