«Da un anno chiediamo ronde private notturne»

17 Settembre 2017

I titolari di tre pub di via Verrotti, la stessa strada dove la notte scorsa è stato  ucciso il 21enne Bevilacqua, sollecitano il progetto per avere una città più sicura

MONTESILVANO. Un anno fa, di questi giorni, il tema della sicurezza era già un argomento all’ordine del giorno per i commercianti di via Verrotti. Premonizione, semplice buon senso, oppure affinata capacità di cogliere la gravità del degrado urbano e sociale in atto in alcune zone della città, soprattutto quello che caratterizza la vita notturna? Difficile dire. Certo è che i titolari di ben tre pub di via Verrotti – tutti locali notturni vicini al “BirraMi”, dove la notte scorsa è andata in scena la efferata uccisione del ventunenne Antonio Bevilacqua (vedi l’ampio servizio nelle pagine di Primo piano) – hanno lanciato l’allarme e costituito il comitato Montesilvano sicura per portare avanti il progetto di salvare la vitta notturna in città.
Parliamo qui di Paris Zaffiri, rappresentante della società Giaris sas, che è titolare del Batch; Luzio Marsella, di Utopia, e Andrea Pietta, della Brasserie de Bruxelles. Tutti operativi in via Verrotti. Sono stati loro a farsi portavoci di un vero e proprio appello all’amministrazione comunale, che nel dicembre scorso ha poi approvato la proposta pur non riuscendo, dopo quasi i un anno, a renderla operativa. L’amministrazione Maragno ha infatti sostenuto il progetto Safe night life Montesilvano, che in sostanza prevede un servizio di controllo notturno, da eseguire attraverso una ronda privata, e una App, nella disponibilità di cittadini e titolari di esercizi commerciali, per segnalare in tempo reale gravi situazioni di carattere criminoso. Il Comune si era impegnato ad avviare il progetto in via sperimentale. In sede di approvazione della delibera ha anche nominato, come rappresentante del comitato, Paris Zaffiri, della Giaris sas. Poi però non se n’è fatto più nulla.
Nella proposta formulata e accolta dall’amministrazione, i titolari dei tre locali notturni suggeriscono di intraprendere una serie di azioni, compresa una campagna di sensibilizzazione, per porre un freno ai «continui furti e al sentito pericolo che la cittadinanza percepisce finanche nella frequentazione dei locali notturni presenti in città». L’accento era posto principalmente sui frequenti episodi di microcriminalità che caratterizzano la vita notturna, e nella stesura della proposta, si cercava di scongiurare proprio l’ipotesi che si potesse assistere a una escalation di violenza. Il comitato Montesilvano Sicura chiedeva infine al Comune di contribuire al costo del servizio ronda e della App.
«Nel dicembre scorso», interviene il consigliere del gruppo #montesilvano2019, Anthony Aliano, che ha rilanciato nei giorni scorsi l’urgenza di adottare un pacchetto sicurezza, «concertai con gli operatori commerciali l’idea delle ronde private munite di sistemi tecnologici, come le App, per sollecitare l’intervento delle forze dell’ordine. Deliberammo un atto di indirizzo in sede consiliare e votammo il capitolo di bilancio per le risorse necessarie. Solleciterò per la esecuzione immediata del progetto». (f.c.)
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