Da Vinci, alunni di ieri e di oggi per l’addio al preside Del Villano

PESCARA. Una chiesa gremita, quella dello Spirito Santo, ha reso l'ultimo saluto al professor Walfrido Del Villano, storico preside del liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Pescara, scomparso all'et...
PESCARA. Una chiesa gremita, quella dello Spirito Santo, ha reso l'ultimo saluto al professor Walfrido Del Villano, storico preside del liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Pescara, scomparso all'età di 81 anni.
Oltre 500 persone hanno sfidato il caldo torrido di un pomeriggio d'inizio agosto e con il ventaglio alla mano sono rimaste al loro posto per assistere in silenzio e commossi a oltre un'ora di celebrazione.
Occhiali scuri, occhi rossi e lacrime sul volto hanno accompagnato gli abbracci di chi l'ha conosciuto, chi è stato suo alunno o suo amico e non ha voluto mancare l'appuntamento.
Tantissimi gli ex studenti presenti al funerale, simbolicamente rappresentati dalle parole di Raffaella Guiducci, rappresentante d'istituto nel 1993, che al termine della funzione l'ha voluto ricordare leggendo una lettera davanti ai presenti.
Ma la forza di "Wolf", come veniva simpaticamente chiamato dai suoi ragazzi, è resa ancor più evidente dalla presenza di decine di studenti di oggi, ragazzi che hanno avuto modo di conoscerlo solo attraverso i racconti, evidentemente sufficienti per creare nell'immaginario collettivo l'idea di un tutt'uno tra il Da Vinci e Del Villano.
Tante le personalità presenti alla messa, dall'attuale preside dell'istituto di Colle Marino Giuliano Bocchia all'ex provveditore agli studi Sandro Santilli, passando dal presidente del tribunale di Pescara Angelo Bozza fino ai volti della politica come l'assessore comunale Eugenio Seccia, il consigliere regionale Guerino Testa e l'ex assessore Gianni Teodoro.
Con loro anche tanti colleghi di Del Villano, dal professor Bruno Nasuti alla professoressa Lucilla Sergiacomo, che poco prima della conclusione ha voluto ricordare gli inizi dell'avventura dello storico preside nella scuola dei colli.
L'ha fatto tratteggiando la figura dell'innovatore, di chi aveva sempre un'idea per la crescita della scuola che viveva come la sua creatura, rifiutando il ruolo dell'insegnante trasformato in un mero impiegato.
Poi, l'ultima parola è andata al genero Aldo Aceto, magistrato, marito e collega della figlia di Del Villano Francesca, che ha assistito alla funzione insieme al fratello Stefano, alla mamma Rosetta e ai nipoti.
Aceto ha prima letto una lunga lettera che proprio il prof gli aveva consegnato poco prima del matrimonio con Francesca, quindi ha recitato alcuni versi scritti dal figlio Stefano, visibilmente provato dal dolore.
«Ora sono sereno, perché ho visto realizzati i tuoi più importanti insegnamenti. Tieni sempre vivi i sentimenti, cura le tue emozioni, fai crescere i tuoi ideali, mantieni e rinnova le tue amicizie, sentiti sempre parte della Tua famiglia. Noi tutti abbiamo seguito alla lettera ciò che ci hai trasmesso senza imporre niente, solo facendoci vedere come si fa. Grazie papà».
Uno scrosciante applauso si è mescolato al «buonanotte maestro», con cui il genero l'ha salutato, come faceva ogni sera prima di andare a dormire.
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