Dai giardini verticali ai vini sotto la neve

12 Luglio 2023

A Pineto gli Oscar green 2023 della Coldiretti, tra i vincitori anche il villaggio delle api e la fattoria degli alpaca del Perù

PINETO. Ci sono i giardini verticali, la birra di segale e mais nero, la fattoria degli alpaca. Ma anche i vini affinati sulle cime più impervie e nevose del Gran Sasso portati a mano dagli alpinisti, la cooperativa che recupera ex detenuti con lavori di manutenzione del verde e il villaggio che tutela l’insetto più prezioso per il benessere ambientale: l’ape. È una agricoltura sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico la protagonista dell’edizione abruzzese 2023 di Oscar green, il concorso sull’innovazione promosso da Coldiretti Giovani Impresa che, nella selezione regionale, ha premiato 6 imprenditori per le idee più innovative. I risultati sono stati svelati ieri pomeriggio ad apertura della Notte degli Oscar green a Pineto, nella Torre del Cerrano, alla presenza del presidente di Coldiretti Abruzzo Silvano Di Primio, del direttore regionale Roberto Rampazzo, del delegato regionale Giovani Impresa Giuseppe Scorrano, dei presidenti provinciali di Teramo Emanuela Ripani, di Chieti Pier Carmine Tilli e dell’Aquila Alfonso Raffaele, oltre ai vertici del Parco Marino (ha portato i saluti il presidente Fabiano Aretusi), ai sindaci di Pineto Robert Verrocchio e di Silvi Andrea Scordella, al segretario generale della Camera di Commercio di Chieti Pescara Michele De Vita e al componente di giunta della Camera di commercio del Gran Sasso Daniele Erasmi. Presente anche l’assessore regionale all’agricoltura Emanuele Imprudente che si è soffermato sulla tutela dell’agroalimentare abruzzese. Lo chef wild Davide Nanni di Castrovalva, socio di Coldiretti e conosciuto al grande pubblico, è stato il testimonial dell’evento. Ecco i vincitori e le loro idee.
BIRRA DI SEGALE E MAIS. L’Oscar per la categoria Custodi di Italia è stato conferito a Sara Lalli, dell’omonima azienda agricola, per la birra agricola di segale e mais nero. Si tratta di un prodotto nato dalla collaborazione con un'altra azienda agricola aquilana (Luca Tarquini) e finalizzato alla riscoperta dei cereali antichi e al loro riutilizzo in base ai diversi sapori e alle proprietà nutrizionali. Una curiosità: la sua azienda si trova a Collebrincione, località dell'Aquila ad un’altitudine di circa 1200 metri slm, aspetto che le conferisce l’identità di un agricoltore custode in territorio svantaggiato.
CAMPI DI LIBERTÀ. Nella categoria coltiviamo solidarietà si è imposta la cooperativa sociale agricola Michea di Vasto, presieduta da Leda Del Borrello, che ha come scopo il reinserimento sociale e lavorativo di soggetti svantaggiati. Tra questi, oltre a donne vittime di violenza e diversamente abili, anche ex detenuti e detenuti impiegati in lavori socialmente utili come manutenzione di giardini privati e comunali di Vasto e San Salvo, e la coltivazione di orti.
IL GIARDINO VERTICALE FAI DA TE. Vince la categoria Impresa digitale. Francesco Egizii - La Felce società agricola semplice di San Giovanni Teatino, spiega che «Il Sistema Viridis è un innovativo supporto componibile, da noi brevettato, che permette di portare il verde su qualunque superficie e in qualunque ambiente. È costituito da un sacco in tessuto resistente agli strappi, al vento, alle piogge, ai raggi solari e agli agenti ossidanti dello smog. Ed è già completo di substrato concimato ed impianto di sub-irrigazione a goccia. Tenuto da semplici tasselli, catene e reti di sostegno, è la soluzione per verde verticale alla portata di tutti. A livello digitale, inoltre, è completamente integrabile con qualunque soluzione di controllo colture (irrigazione, centraline, sensori umidità) reperibile sul mercato».
VINI AFFINATI SOTTO LA NEVE. Nella categoria fare filiera ha vinto l’azienda agricola Cioti. Il giovane Vincenzo Cioti, insieme all’alpinista Bruno Carpitella, ha realizzato un progetto di affinamento di vini in condizione estreme. I vini d'altura prodotti dall’azienda Cioti, provenienti da un uvaggio di uve estinte, vengono affinati in apposite celle (simili a container metallici aperti) e vengono portati a mano da un gruppo di alpinisti nel periodo precedente alla prima nevicata in una zona segreta del Gran Sasso, nel cuore del Parco Nazionale. Le bottiglie vengono posizionate ad oltre 2mila metri e ricoperte dalla neve per poi essere recuperate dopo il disgelo. Proprio come nella Transumanza, vengono spostate dalla zona collinare a quella montana. Le bottiglie sono 400 l’anno: una rarità
LA CITTÀ DEL MIELE. L’Oscar per la categoria Sostenibilità è andato ad Andrea Iacovanelli per il progetto Città di miele che, in un gioco di parole che richiama il nome dell’azienda di famiglia, ha la finalità di divulgare la conoscenza dell’apicoltura, come essenza vitale da mantenere nel nostro pianeta. Si tratta di un vero e proprio villaggio, riconosciuto fattoria didattica, in cui i visitatori sono protagonisti di un’esperienza didattica diversa ed innovativa, personalizzandola e scegliendo tre le seguenti attività: vita in alveare, analisi sensoriale del miele, laboratori pratici-artistici, apiario del benessere, apiterapia, visita aziendale. Tra le novità del "apivillaggio" vanno citati l’apiario del benessere, struttura per beneficiare dei profumi dell’alveare e del ronzio delle api e l’apiterapia, trattamenti per il recupero del benessere.
LA FATTORIA DEGLI ALPACA. L’Oscar per la categoria Campagna amica è infine andato ad una giovane imprenditrice agricola, Cristiana Lauriola di Serramonacesca, laureanda in lettere con una straordinaria passione per gli alpaca, camelidi pre-ruminanti originari del Perù che si nutrono di fieno e pascolano liberi in campo. Nella sua fattoria ce ne sono 5 e vengono utilizzati per una pet teraphy basata indirizzata a chi vuole ritrovare un equilibrio con la natura. Attraverso la carezza e la cura degli alpaca, grandi e piccini riscoprono valori come "gentilezza" e rispetto, che i camelidi restituiscono con riconoscenza e simpatia. Nella sua fattoria socializzante ci sono anche maialini nani, conigli nani, asinelli e pecorelle. Dopo aver tosato gli alpaca, la fibra viene portata in laboratori che trattano la materia grezza senza utilizzare prodotti chimici. Dopodiché viene filata per fare maglioni, sciarpe e guanti. (c.s.)