Dai resti del cibo si otterranno fertilizzante e biometano
PESCARA. «Dobbiamo mettere a regime tutta la città, con il porta a porta. E vogliamo farlo entro il 2020 anche se rimarrà fuori il centro, dove saranno necessari degli investimenti mirati per...
PESCARA. «Dobbiamo mettere a regime tutta la città, con il porta a porta. E vogliamo farlo entro il 2020 anche se rimarrà fuori il centro, dove saranno necessari degli investimenti mirati per realizzare le isole ecologiche».
Massimo Papa, amministratore unico di Attiva, indica a grandi linee le tappe da raggiungere in futuro. Fa notare che la raccolta differenziata è passata, in città, «dal 28 al 41 per cento», in due anni, e «l’anno prossimo contiamo di arrivare al 53-54%», dice. Ma il vero obiettivo, che consentirà «un ritorno» concreto per i cittadini si avrà più in là, nei prossimi anni, quando vedrà la luce il progetto di realizzare «una serie di impianti che consentiranno il riuso dei rifiuti. Avremo un impianto di riutilizzo dell’umido che permetterà di produrre biometano, CO2 (che brucia) e compost. Sarà un biodigestore, cioè un impianto anaerobico (che non ha contatti con l’area su cui si trova) e servirà a trattare i rifiuti organici». Il materiale sarà «frullato e sottoposto a una temperatura di 40-60 gradi», spiega Papa sottolineando l’importanza di arrivare a una «batteria di impianti per spingere la differenziata, che costa di più, rispetto alla raccolta tradizionale, in termini di mezzi, personale e attrezzature». Si separa e differenzia per riusare», fa notare Papa rispondendo a chi si chiede l’utilità della separazione dei rifiuti. «Solo quando si arriverà al riuso i cittadini avranno vantaggi». Adesso i rifiuti organici di Pescara vengono destinati ad Avezzano, «a cento chilometri, dove vengono smaltiti».
L’estensione della differenziata a nuove zone trova «molto ottimista» l’assessore comunale Paola Marchegiani. «Questa è la strada», dice. «È un discorso ineludibile, non si può continuare per sempre con il vecchio sistema». Le parole d’ordine sono «ridurre, riciclare e riusare anche se gli incivili ci saranno sempre», prosegue Marchegiani pensando a chi non rispetta le regole. «Credo che in città ci sia una buona percezione del porta a porta». Guardando ai passaggi futuri l’assessore fa intravedere una svolta, per le tasche dei pescaresi. «Alla lunga ci potrebbe essere una riduzione della Tari», conclude Marchegiani. (f.bu.)
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