«Dal sogno alla disoccupazione»

30 Ottobre 2019

De Melis, ingegnere senza lavoro da otto mesi dopo avere lasciato Fameccanica

TORRE DE’ PASSERI. «Delusione, rabbia, incertezza, frustrazione». Sono i sentimenti con cui fa i conti ogni giorno Franco De Melis, 59 anni, ingegnere meccanico della Oma da otto mesi in cassa integrazione.
«Trasferendomi alla Oma, nel 2012», ripercorre l’ex dipendente della fabbrica di Castiglione, «dopo aver ricoperto un ruolo a un passo dalla dirigenza in Fameccanica a Pescara, pendolare per 25 anni, ho creduto di fare un salto di qualità per la mia vita privata perché avevo l’azienda a due passi da casa, a Torre de’ Passeri, e avrei potuto vivere di più la mia famiglia», moglie e tre figli di 16, 22 e 30 anni, quest’ultimo impiegato in Fameccanica. Oggi, alla luce di quanto accaduto, «licenziato e senza prospettive per il futuro se non la precarietà che mi attende dopo il 23 novembre quando finirò la cassa integrazione, dico che la depressione avanza e pure la voglia di espatriare perché qui non c’è più speranza per me, con un’età lontana dalla pensione».
Si dice «deluso e arrabbiato», l’ex lavoratore, perché «sulla Oma, azienda del territorio, in tanti abbiamo puntato tutto. Eravamo pieni di speranze. Ora molti miei colleghi, dopo aver manifestato insofferenza per la situazione grave che si andava pian piano delineando nel tempo, sono andati via e cercato lavoro altrove, altri sono in cassa integrazione. Viviamo in una atmosfera di incertezza che fa star male noi e le nostre famiglie».
Se si ferma a pensare, De Melis, rileva che «non capisco come sia possibile che un’azienda così importante sia arrivata al fallimento, eppure abbiamo sempre avuto commesse, abbiamo sempre lavorato tanto».
Questo fallimento «rovinerà tante famiglie» analizza l’ingegnere che ora dovrà usare il suo titolo e la sua più che decennale esperienza «per fare lavori saltuari e peraltro mal pagati».
«In questi mesi», rivela l’ingegnere, «ho fatto tanti colloqui e anche diversi lavori, ma non sono stato neppure pagato da chi me li ha commissionati. Vergognoso». (c.co.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.