Dall’ex Cofa alle periferie: ecco le priorità per Masci

La giunta uscente lascia in eredità al neo sindaco diversi progetti mai realizzati
PESCARA. Un grande parco nell’area di risulta. La riqualificazione dell’ex Cofa. Il restauro del teatro Michetti. La realizzazione di un ostello per studenti nell’ex Ferrhotel. Ma soprattutto la manutenzione del verde e delle strade. Erano tanti gli obiettivi che l’amministrazione guidata dal sindaco Marco Alessandrini si era prefissata nel momento del suo insediamento nel luglio del 2014. Ma a distanza di cinque anni solo una parte di quei progetti è stata realizzata. Certo, la giunta uscente verrà ricordata soprattutto per aver risanato i conti in dissesto del Comune. Ma diverse grandi opere pubbliche annunciate ad inizio mandato rimangono un sogno, così come alcuni lavori di restauro e ristrutturazione promessi e mai mantenuti. L’elenco di incompiute è lungo e rappresenta la pesante eredità che viene lasciata all’amministrazione in procinto di insediarsi. Domani mattina, alle 11,30, Carlo Masci verrà proclamato ufficialmente nuovo sindaco di Pescara. Ecco cosa troverà.
AREE DI RISULTA. Nel programma di mandato che Alessandrini aveva fatto approvare dal consiglio comunale nel 2014, dopo il suo insediamento, la riqualificazione delle aree di risulta era al primo posto tra gli obiettivi strategici da realizzare. Il tentativo di avviare la riqualificazione di quei 13 ettari, considerati il cuore della città, fatto nel corso di questi cinque anni è clamorosamente fallito. Il progetto, con tanto di studio di fattibilità per cui l’amministrazione comunale ha speso un bel po’ di soldi, non è stato nemmeno approvato dall’aula. Le tante perplessità su quel progetto, che prevedeva di affidare per 20 anni i parcheggi del centro a un privato, emerse anche all’interno della maggioranza lo hanno fatto naufragare.
EX COFA. Un’altra area strategica è quella dell’ex Cofa. La Regione era riuscita a far abbattere i vecchi manufatti del mercato, ma l’amministrazione uscente non ha provato nemmeno ad elaborare un progetto di riqualificazione. Oggi quell’area della riviera sud è in stato di abbandono e l’unica attrazione è la ruota panoramica.
LE ALTRE INCOMPIUTE. È piuttosto lungo l’elenco dei progetti che l’amministrazione uscente si era prefissata di realizzare, ma senza riuscirci. Ad esempio l’ex Ferrhotel, lo storico edificio di corso Vittorio diventato negli anni monumento al degrado, che sarebbe dovuto diventare un ostello per studenti universitari. Il Museo del mare, che pur avendo ottenuto dalla Regione un finanziamento, non è stato mai completato. Stesso discorso per lo storico teatro Michetti di viale D’Annunzio diventato un cantiere infinito. Per non parlare del Parco nord, per cui solo 20 giorni fa la giunta uscente è riuscita ad approvare una delibera cosiddetta ricognitiva. Ma l’accordo con i privati per ottenere quell’area resta lettera morta.
Resta un sogno anche quel progetto di un nuovo stadio in via Pantini che la società Pescara calcio aveva presentato e di cui non si è più saputo nulla.
CROAZIA ADDIO. L’ultimo catamarano per la Croazia risale all’estate del 2016. Dopodiché la compagna Snav non è più voluta tornare a Pescara, nonostante i numerosi tentativi di riavviare il collegamento marittimo negli anni successivi, da parte della Camera di commercio e del Comune. Troppi rischi a causa dei bassi fondali del porto, è stato detto. Ma ieri l’ex sindaco e consigliere rieletto nelle file di Forza Italia Luigi Albore Mascia è tornato sulla questione.
«Il passo in avanti fatto nell’ammodernamento del porto di Pescara», ha detto, «deve essere il punto di partenza per ripensare l’intero sistema economico che ruota intorno ai collegamenti, non solo commerciali, ma soprattutto turistici. Gli stretti rapporti che la giunta di Carlo Masci avrà con l’amministrazione regionale consentiranno di riavviare al più presto una filiera virtuosa per Pescara. In questo modo credo che un ragionamento sulla ripresa del collegamento con la Croazia sia prioritario».
CANTIERI INFINITI. Sono numerosi i lavori avviati in questi ultimi mesi che non hanno visto la fine entro il termine di questa consiliatura. Così, la città si è riempita di cantieri. Il caso più eclatante è quello della riviera sud. I lavori di riqualificazione sono partiti un anno fa e non sono ancora terminati. I balneatori protestano perché la stagione balneare è già cominciata e i cantieri sono aperti.
Un altro cantiere in ritardo è quello del nuovo Parco dello sport, in via Rigopiano. L’opera doveva essere pronta a maggio. Se ne riparlerà a fine estate.
Sono partiti da poco, invece, i lavori di riqualificazione nelle periferie con i 18 milioni dello Stato.
STRADE E BUCHE. Un’altra pesante eredità è quella della manutenzione. Ci sono diverse strade piene di buche e alcuni dei lavori annunciati dalla giunta non sono ancora partiti.
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