Dall’investigatore al matrimonialista una vita da randagi

PESCARA. Faceva l'investigatore, aveva una sua azienda privata ma è saltata a causa dei debiti contratti per aiutare i due figli tossicodipendenti di 32 e 40 anni. Nazareno (nome di fantasia) ha 64...
PESCARA. Faceva l'investigatore, aveva una sua azienda privata ma è saltata a causa dei debiti contratti per aiutare i due figli tossicodipendenti di 32 e 40 anni. Nazareno (nome di fantasia) ha 64 anni ed è di Pescara. Ogni giorno pranza alla mensa di San Francesco e alla sera dorme alla stazione di Ortona «più calda e accogliente di quella di Pescara».
Racconta la sua vita in poche parole: «Ho perso il lavoro sette mesi fa perché non riuscivo più a sostenere le spese dei miei figli tossici. Non riuscivo più ad andare avanti, ho tentato tre volte il suicidio perché credo sia l'unica soluzione. Non ho un lavoro, non ho una compagna, i miei figli fanno la loro vita per quanto difficile alle prese con la droga, non ho più nulla per cui valga la pena vivere».
Argentino Italo Cavallucci, 92 anni sulla carta d'identità (ma lui dice di averne 86), frequenta la mensa da cinque mesi. E' originario di Pianella, riceve una pensione di 620 euro mese, ogni giorno scende a Pescara in bus, si reca alla mensa, mangia il suo pasto e il resto del cibo che non riesce a finire lo infila in una borsa nera di Baci e Abbracci «così a cena non resto a digiuno», si fa un giretto per la città e alla sera riprende il bus e va a dormire nella chiesa di Cepagatti, ospite della parrocchia.
Nella vita dice di aver fatto di tutto: contadino, autista di venti tipi di automobili, combinatore di matrimoni a pagamento, ma aveva anche un'azienda di lucidatura pavimenti. Due matrimoni alle spalle, un figlio, è vedovo da 12 anni, quando ha perso la moglie e anche la casa. Da quel momento è cominciata la sua vita randagia, ma sempre «con il sorriso».
Dalla mensa saltano fuori altre storie. C’è Alì: 53 anni, arriva nel 1996 dalla Tunisia a Pescara, per cercare lavoro. Fa il tappezziere e il muratore e poi decide di impiegarsi come parcheggiatore abusivo in giro per la città per «raccattare qualche soldo in più». Il mio sogno? «Non li ho più, sono finiti da un pezzo».
Jan ha 29 anni e proviene da Costanza, in Romania. E' in Italia da due settimane e sta cercando lavoro come elettricista, spiega mentre sbocconcella una mela. Voleva andare a Milano, ma si è fermato a Pescara: «Perché lassù farà troppo freddo».
La mensa di Paesano è frequentata prevalentemente da uomini e negli ultimi tempi, molto anche da giovani e ragazze intorno ai 20 anni, alle prese con problemi di alcool e tossicodipendenze. (c.c.)
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