Dalle prossime elezioni collegio unico regionale contro i campanilismi

13 Marzo 2024

La proposta di Marsilio prevede un solo contenitore «È un passo in avanti per migliorare l’azione di governo»

Archiviate le ultime elezioni regionali con il voto su quattro collegi. Dalle prossime votazioni si cambia. Con cinque anni di amministrazione davanti, ci sarà tutto il tempo per approvare, in via definitiva, la proposta di legge presentata il 18 ottobre 2022 contro i "campanili", che prevede un collegio unico per l'Abruzzo: a firmarla, l'allora presidente della Regione, appena riconfermato, Marco Marsilio. L’idea è quella di abolire i collegi territoriali, per fare dell’Abruzzo un unico contenitore elettorale, a cui tutti i candidati e gli elettori dovranno fare riferimento.
RIVOLUZIONE ELETTORALE
L’obiettivo dichiarato è quello «di superare la frammentarietà che, molto spesso, impedisce di creare sinergie in un’ottica di sviluppo e di crescita». Secondo il presidente Marsilio i campanili stanno bloccando scelte sul temi fondamentali come quelli delle infrastrutture strategiche. Nella lettera che accompagna la proposta di modifica della legge elettorale, Marsilio ha spiegato chiaramente l'utilità della proposta definendola «un passo in avanti per poter migliorare ulteriormente sia la qualità dell’azione del governo regionale che la stessa qualità della legislazione, dal momento che i consiglieri che saranno eletti e gli stessi assessori regionali potranno farsi carico dei problemi che vanno al di là dei rispettivi contesti territoriali, uscendo dalla logica degli eccessivi campanilismi». La nuova legge prevede l’inserimento di una terza preferenza e l’ampliamento delle liste dei candidati.
IL NUOVO TESTO
La nuova legge elettorale proposta due anni fa da Marsilio, si compone di 15 articoli. Le principali novità riguardano l’introduzione del collegio unico regionale con l’abolizione delle quattro circoscrizioni attuali; l’introduzione della tripla preferenza di genere (due uomini e una donna oppure due donne e un uomo); l’elezione alla carica di consigliere regionale dei primi due candidati alla carica di presidente della giunta non risultati eletti (ora ne entra solo uno), collegati a una singola lista o a una coalizione di liste che abbiano ottenuto almeno due seggi; l’assegnazione dei seggi, con il criterio proporzionale, alle coalizioni di liste e alle liste non unite in coalizione sulla base delle rispettive cifre elettorali, in sostanza calcolando la somma dei voti validi. Infine, un ampliamento del numero di candidati di lista che passerebbero dagli attuali 30 a 45. Proposta che non ha mancato di suscitare una vena polemica sulla rappresentanza territoriale che ne deriverebbe: a corredo della modifica della legge elettorale, secondo alcuni, andrebbe previsto «un meccanismo perequativo che garantisca rappresentatività adeguata ai territori provinciali in funzione della loro dimensione demografica, considerando che l'Abruzzo è formato da grandi centri urbani e da una molteplicità di micro realtà locali ed occorre trovare un punto di caduta che contemperi le legittime ambizioni di rappresentanza di tutti i territori».
VIA I CAMPANILI
Con la cancellazione dei quattro collegi provinciali e la costituzione di un collegio unico elettorale regionale, si porrebbe fine – questa la motivazione alla base della modifica della legge elettorale – ai campanilismi e ai localismi dei consiglieri eletti, con uno sguardo più ampio su scala regionale. Prevista anche una modifica nei complessi calcoli per l’assegnazione dei seggi con criterio proporzionale, alle coalizioni e singole sulla base delle rispettive cifre elettorali, senza dare più la priorità alle sole liste circoscrizionali. Nella scheda tecnica a corredo della proposta si legge: «L’introduzione del collegio unico elettorale consente di prefigurare un sistema nel quale un candidato possa sottoporsi al giudizio di tutti i cittadini della regione indipendentemente dal territorio di appartenenza. Un’unica circoscrizione elettorale, permette di superare quella frammentarietà che caratterizza il tessuto regionale e che molto spesso impedisce di creare sinergie in un ottico di sviluppo e crescita. L'abolizione dei quattro circoscrizioni elettorali rappresenta un passo in avanti per migliorare ulteriormente la qualità dell’azione del Governo regionale».
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