Daniele dall’India: «Ho paura» Il papà: preoccupati ma fiduciosi Il genitore racconta l’ultima videochiamata con il figlio e confida: spero che si risolva con una multa E a Spoltore cresce l’attesa di amici e vicini: «Ha l’animo dell’artista». Il parroco: preghiamo per te

SPOLTORE. «Papà, ho paura», sono le parole preoccupate del 21enne Daniele Starinieri, di Santa Teresa di Spoltore, affidate al papà Uliano che lo ha sentito l'ultima volta venerdì scorso, attraverso...
SPOLTORE. «Papà, ho paura», sono le parole preoccupate del 21enne Daniele Starinieri, di Santa Teresa di Spoltore, affidate al papà Uliano che lo ha sentito l'ultima volta venerdì scorso, attraverso una videochiamata dall’India. A raccontarlo è lo stesso genitore, in attesa del rientro del figlio ormai da otto giorno.
«Quando gli ho parlato mi ha spiegato che è stato solo un gioco per loro, che non voleva fare nulla di male», riferisce il papà fotografo che lavora a Moscufo, «certo, sono preoccupato, ma la diplomazia, i nostri avvocati e il Consolato italiano in India stanno lavorando benissimo, l'importante è che stia bene e che torni a casa presto».
«Daniele ha l’animo dell'artista, anche quando eravamo piccoli disegnava ovunque gli capitasse, soprattutto sui muri di Pescara. Siamo rimasti sconcertati alla notizia del suo arresto. Ma lui è un ragazzo serio, è stata solo una bravata», lo difendono “gli amici del parchetto” di piazza Marino Di Resta, a Santa Teresa, dove Daniele Starinieri risiedeva con la madre e la nonna, in via Rubicone, prima di trasferirsi tre anni fa in Germania.
E in questi giorni, tutta Santa Teresa vive ore di ansia per le sorti del giovane fermato in India con l’accusa di aver imbrattato dei treni con i graffiti e recluso insieme all’altro abruzzese, Gianluca Cudini, 24 anni di Tortoreto; e ai due marchigiani Paolo Capecci, 27 anni di Grottammare e l’anconitano Baldo Sacha di 29 anni. Gli amici lo descrivono come un «bravo ragazzo che ha commesso un errore in buona fede».
«L’ho visto l’ultima volta questa estate a una festa a Pianella», racconta un suo coetaneo nella piazzetta accanto alla scuola “Tiziana Fagnani” frequentata da Daniele prima di iscriversi (dopo la media alla Tinozzi di Pescara) all’istituto d'arte Bellisario che ha scelto per la sua grande passione ereditata dal padre Uliano, artista dell’aerografo.
«Era tranquillo, aveva riferito ad altri miei compagni di un viaggio che doveva fare in India. Ha vissuto in Inghilterra e da tre anni vive in Germania, dove lavora nel campo delle spedizioni. Al suo arresto abbiamo reagito tutti, qui, con stupore e sconcerto. Siamo rimasti senza parole. Daniele ama il calcio, giocava con la Pro calcio, lo skate e la play station, ma la grande passione è il disegno. Quindi che lui abbia “graffitato” il treno non ci stupisce, ha sempre disegnato ovunque gli capitasse una parete libera, i muri di Pescara li ha imbrattati tutti», scherza l'amico di infanzia che preferisce restare anonimo.
Nel parco di Santa Teresa c'è un campetto di calcio. A mezzogiorno di ieri alcuni ragazzi giocavano a palla.
«Sì sì lo conosciamo», urlano da dietro la rete di protezione, «abbiamo sempre giocato insieme e lo facciamo ogni volta che Daniele torna a Santa Teresa. Lo conosciamo da quando eravamo piccoli, è un ragazzo amichevole anche se a volte preferisce rimanere per conto suo. Siamo rimasti strabiliati dalla notizia, ma Daniele è un bravo ragazzo», concordano.
E mentre la madre del giovane sceglie il silenzio, papà Uliano dice di essere «in apprensione» per quel figlio spaventato dal carcere, «le autorità indiane hanno capito che è stata una bravata, alle superiori Daniele mi diceva spesso che voleva andarsene all'estero per fare esperienze, gli ho sempre ripetuto di stare attento, di non andare a disegnare dove non doveva. Ma i ragazzi non ascoltano. Alla fine, forse, tutto si risolverà con una multa. Spero che il giudice capisca, l'importante è che stia bene e che torni presto a casa».
Lo aspetta in chiesa anche don Giovanni Cianciosi, parroco di Santa Teresa D’Avila: «L’arte è una bella passione», dice il sacerdote, «ma ha bisogno di essere esercitata e incanalata nel rispetto delle regole. Quando torna a casa Daniele, venga a pregare con me, lo aspetto».
E Diana Serafini, 80 anni, nonnina di Santa Teresa, non conosce il ragazzo ma, confida mentre è in chiesa, «ho sentito cosa è successo, ha fatto una sciocchezza, ma qui pregheremo tutti per lui».
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